Per la serie non solo i sogni ma pure gli incubi talvolta si avverano...Enrico ha deciso che il mio debba avverarsi in fretta, e ha reso chiaro questa mattina che non stava affatto scherzando quando ha nominato la parola trasloco, nè tantomeno parlando con leggerezza.
Tuttavia non si creda che io non abbia le mie strategie difensive anti-incubo:
E: -Giulia, vieni un po' qua...guarda la camera di queste creature...-
Giocattoli ovunque, stipati alla bell'è meglio in armadietti traboccanti, librini aperti e sparpagliati sul tappeto, vestiti disseminati in giro, e l'armadio con le ante che tra un po' esplodono. Ongi mobile ha giocattoli accatastati sopra.
I lettini sono confinati negli angoli opposti della stanza ma quasi si toccano.
Io: -è solo in disordine. Dopo la rimettiamo.-
Cerco di uscire ma non posso cavarmela con così poco. Enrico mi sbarra la strada:
E: -No, non è solo in disordine. E' che è quasi impossibile metterla più in ordine di così. Non è una camera, è un magazzino. Si tratta delle nostre bambine Giulia...-
Cerca di metterla sui sensi di colpa, il fedifrago.
Esco in fretta e vado in cucina, ma quando il fato si accanisce si accanisce, sbatto l'anca contro lo spigolo del tavolo, mi mordo la lingua per non imprecare.
Implacabile, il vendicatore si materializza sulla soglia: -vedi? non c'è spazio neanche per passare e andare al frigorifero. Cucinare qui dentro è impossibile.-
Io, testarda e dolorante ma sempre più combattiva: -no non lo è, io ci cucino, e pure tu, e anche le bambine quando si fanno le torte e le pizze.-
E: -e infatti ti lamenti sempre che non avete un tavolo abbastanza grande per fare le cose per bene-
Io, con le lacrime agli occhi dal dolore tentando di massaggiarmi il fianco senza farmi notare: -io mi lamento di frequente, sono gli ormoni, ignorami.-
Mi verso un bicchiere di latte credendo di aver chiuso la conversazione ma mi sbaglio, e di parecchio.
Vengo mio malgrado costretta ad una panoramica del nostro appartamento, una panoramica ingiusta e tendenziosa in cui ogni stanza viene fatta apparire come un loculo, o una cella di un carcere o di un convento.
Alla fine, stremata, guardo Alessandro che dorme nell'ovetto e desidero ardentemente che si svegli e pianga sottraendomi a quel supplizio.
Ma mai sonno di infante fu più profondo e duraturo.
Enrico ormai sta avendo la meglio, e lo sa, comincia a prospettare scenari apocalittici, tira in ballo Guido e Daniele e i lettini piuttosto micragnosi in cui dormono quando sono da noi, in quella che non è una camera ma una specie di studio o salottino, o entrambe le cose.
S'innalza sulle vette della liricità parlando di tempo che corre e di neonati che crescono e camminano, e parlano, e si muovono autonomamente, quando si arriva a due stanghe bionde gemelle diciottenni che invitano a casa i fidanzati, alzo bandiera bianca, disperata: -basta ti prego. Ti scongiuro. Ho capito. Dobbiamo cercare una nuova casa.-
Sono stremata. Mi sento vent'anni di più sulle spalle, quasi mi sembra il mio nipotino quel ranocchio roseo e pacioso addormentato da vero fedifrago come il padre. E anzichè dai nonni a cucinare le frittelle mi sembra che le bambine già convivano coi loro uomini in qualche parte del mondo.
Quasi cerco il bastone per alzarmi dal divano.
Alzo lo sguardo tremante, cercando il mio canuto compagno di una vita, e vedo una faccia ancora discretamente liscia, sorridente, con un'inequivocabile espressione di soddisfazione stampata sopra.
-ooh, finalmente ti sei convinta. A questo proposito ho già sentito un paio di agenzie. Mercoledì pomeriggio andiamo a vederne una, ha anche il giardino!-
Vorrei potermi trasformare nel peggior mostro mai immaginato e sbranarlo vivo, ma le forze mi hanno abbandonata completamente.
-sai essere incredibilmente pedante e faticoso, e anche assolutamente falso e doppiogiochista.-
Ma riesco solo a mormorarlo, e nessuna frase mormorata per quanto tagliente puo' scalfire l'indomabile allegria ed energia di quest'uomo, che si china su suo figlio, appena svegliatosi, e comincia a crogiolarsi dei suoi sorrisi e dei suoi versetti.
Mi sento un'aliena venuta da un altro pianeta, e di una sola cosa sono certa: l'esemplare adulto di abitante autoctono che ho davanti non mi piace neanche un po', e in questo momento neanche quello cucciolo, suo indegno alleato, se devo essere sincera.
Sento il bisogno delle mie donne, tra poco le raggiungiamo a pranzo dai nonni, e ho intenzione di considerare soltanto loro e ignorare ostentatamente i membri maschili della famiglia, almeno per un po'.
Come va
6 anni fa



guarda visto che ha preso la presente situazione in mano digli anche di ricordarsi che oltre a trovare e vendere c'è anche l'inscatolare traslocare e disinscatolare...se in tutto ciò ti aiuta vedrai che l'insoddisfazione di adesso ti passerà, quando successe a me fui io a dover prendere in mano la situazione e tra scartoffie che non finiscono mai far quadrare i conti pensare alla bimba al lavoro alla casa e ai problemi che chissà come spuntano come funghi, a inscatolare tutto un appartamentino che nonostante fosse in miniatura non finivo mai per poi dover ritirar fuori tutto e riorganizzare una casa... mio marito ha solo portato gli scatoloni da una casa all'altra stop...scusa i traslochi non mi fan bene mi riportano a momenti di astio infinito :(( baciiiiiiiiiiiiii
RispondiEliminaun trasloco post-parto è una tortura...magari aspettare un pochino per riprendere le forze... che dici...
RispondiEliminaIo sono dalla parte dei mostri...
RispondiEliminasiamo in 5 in 70mq (io lavoro pure in casa quindi lo spazio sembra dimezzarsi) e tra meno di due mesi tralsochiamo e non vedo l'ora!!!
Ieri ho fatto incetta di scatole al market
ho già inscatolato parte delle cose superflue.
Dai Giulia...una casa col giardino!!! che meraviglia...magari con una bella cucina ampia dove fare biscotti con le tue bimbe!!!
ti immagini leggere un libro nel TUO giardino,baciata dal sole mentre i tuoi bimbi giocano in tranquillità davanti a te.
Su, che tu hai anche l'aiuto della tua splendida mamma... pensa che io non ho nessuno a darmi una mano.
E poi, mica devi traslocare domani, passeranno alcuni mesi e nel frattempo ti piacerà sempre di più l'idea di una casa spaziosa tanto che inscatoleri con piacere :-)
ahahaha giulia!!!
RispondiEliminava be' sull'angoscia trasloco ti posso capire, ma io invece sono una che quando le si dice cambiare le si moltiplicano le energie in circolo e farebbe gli straordinari!
poi per una casa con giardino farei davvero carte false!
dai, che è una bella avventura1 e poi considera i tempi: mica una casa si trova in due giorni. avrai il tempo di abituarti all'idea, vedrai!
comunque un po' di sano cameratismo al femminile non fa mai male... te l'appoggio (anche se io al momento sono in netta minoranza!)
un bacio
Beata te!!! Io cerco di convincere il mio che qui è piccolo, ma non ci sente, cioè trova la scusa che non è il momento (ha ragione cmq) ....quoto Caia...i cambiamenti mi mettono allegria e voglia di fare!!!!
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