mercoledì 13 gennaio 2010

Madri Degeneri e Madri Meravigliose

Lunedì ci siamo studiati con calma.
Ci siamo osservati attentamente e abbiamo valutato le reciproche strategie difensive e d'attacco. Abbiamo scrutato i punti deboli l'uno dell'altra, e naturalmente quelli della sottoscritta sono emersi come un libro aperto alla prima occhiata indagatrice del ranocchio minuscolo.
Che naturalmente ha già imparato come trarne il massimo vantaggio con il minor dispendio possibile d'energie. Una sorta di utilitarismo mixato con ricatti psicologici.
Martedì, più rilassati, (lui, io no), ci siamo coccolati un bel po', abbiamo ballato le canzoni di Jovanotti, abbiamo dormito abbracciati sul divano, abbiamo ingurgitato latte (solo, o latte e biscotti e cacao in un frullato dalle tremila Kcal circa), abbiamo esaminato i giocattoli e ci siamo ipnotizzati con le apine che girano e cantano.
Oggi, mercoledì, considerando che da quando è uscito dalla mia pancia a oggi il ranocchio ha messo il suo naso a patata fuori di casa soltanto quattro volte, tre delle quali per recarsi in un'altra casa affollata e asfissiante, e considerando che oggi il freddo mi sembrava meno stronzo degli altri giorni, e il cielo se non azzurro un po' meno grigio, e considerando dulcis in fundo che neanche la sottoscritta ha messo il suo naso fuori di casa più di sei o sette volte da un mese e mezzo a questa parte, la suddetta sottoscritta ha deciso che poteva essere un giorno buono per fare una passeggiata col ranocchio.
La prima passeggiata vera col ranocchio, da sola.
Per il gusto di passeggiare.
Il programma era un giretto breve, massimo un'oretta, fino ai giardini, riposino su panchina, convenevoli con le altre mamme giocando alla mammina inesperta e sferrando l'attacco finale solo dopo innumerevoli e non richiesti consigli "ho anche due bambine. Gemelle. Di tre anni e mezzo. Sono all'asilo." (aaah goduria), e poi di nuovo a casa.
Programma innocuo, che sembrava facilmente realizzabile.
Ma i cattivi auspici sono cominciati fin da subito.
Il ranocchio non ne voleva sapere del secondo bibe della mattinata, ed ha espresso la sua volontà con inequivocabili urli con tanto di voltata di testa tipo bambolotto con la calamita.
Ho deciso di vestirlo e riprovare dopo, ma appena finito di infilarlo in una graziosissima tutina gialla (con qualche trina di troppo, era delle gemelle), sento un abominevole e altrettanto inequivocabile odore.
Ho dovuto cambiarlo da capo.
Dopodichè riprovo col biberon, questa volta lo tracanna come un assatanato, cerco di farlo andare piano ma s'incazza come una scimmia se tanto tanto provo a toglierglielo di bocca.
Soddisfatta lo alzo per fargli fare il consueto 'ruttino' (oddio, ino mica tanto), e con un tempismo impeccabile rimette quasi integralmente il biberon di latte sulla sua tutina nonchè sul mio maglione.
Credete che mi sia data per vinta? nossignùr.
Ricambio lui, mi cambio io, ignoro le sue urla durante questa seconda operazione, dopodichè rifletto se sia il caso di dare uno squillino al pediatra.
Come accettabile compromesso per non passare da mamma isterica (in fondo è il terzo figlio, no? dovrei aver superato certe cose) lo squillino lo do a mia madre, che isterica non è mai stata, e di figli ne ha avuti comunque due.
Con nonchalance la informo del rigurgito e cerco di chiedere consiglio senza far vedere che chiedo consiglio, mi sgama all'istante e mi dice che gli farà bene una passeggiatina, e che gli darò il latte più tardi.
Mi chiede se voglio compagnia, ma questa volta ce la voglio fare da sola.
Rifiuto, riattacco, e rincuorata e più grintosa di prima infilo Alessandro nella carrozzina (di seconda mano, appertenuta a Martina, mia nipote, adesso di anni uno e mesi otto, più o meno.)
Esco di casa orgogliosissima del pupo infagottato e sorridente, sembriamo una coppia felice, tutto potrebbe andare nel migliore dei modi, senonchè, passando davanti alla coop, mi viene un terribile, orrendo, odioso impulso a fare la spesa.
Io non ho mai avuto molto tempo per fare la spesa, e d'un tratto mi sembra bello poter comprare le cose con calma, scegliendo senza essere strattonata o importunata dalle chiacchiere delle gemelle.
A dire il vero un lampo di saggezza mi attraversa il cervellino, sarà il caso con il bimbi? e la carrozzina ingombra...lui magari piange...
Ma il giuda è lì serafico, placido, io mi dico che ho gestito per anni carrozzina e passeggino doppi, che è bene abituarsi alla normalità e a fare le cose portandosi dietro il pupo.
Mentre inforco la porta scorrevole della coop, penso che forse sarebbe stato meglio metterlo nel marsupio, ma non avevo calcolato la spesa...vabbè, prendo giusto l'indispensabile.
Si.
Sembra che ci sia anche poca gente, il ranocchio sta buono, è sveglissimo ma calmo, fa le bolle di saliva e ride da solo.
Sorridendo in modalità mamma-del-mulino-bianco, decido anche di comprare solo cose sane, di fare una spesa come si deve, per cucinare come si deve.
La vita mi sorride, il mondo anche, i vecchietti alla coop pure.
Faccio appena in tempo a riempire un sacchetto di pomodori, mi rivolto verso la carrozzina ed è già assediata di over settanta. Letteralmente AFFACCIATI sul mio bambino, con le facce protese verso il suo visetto, e ognuno emette un diverso gorgoglìo estasiato.
Timidamente cerco di rimpossessarmi del figlio, qualcuno mi guarda addirittura male.
Alessandro fa il clown, ridacchia, agita le manine rugosette, strizza gli occhi.
Lo devo ammettere, l'orgoglio di mamma c'è. Tanto.
Ma quelle vecchiette e quei vecchietti sono insistenti, non ci mollano.
Scattano le domande di routine 'quanto ha?' 'come si chiama?' 'è il primo? ' quanto pesa?' 'dorme la notte?' 'mangia?' 'caga?'(questa no me la sono inventata) 'è un maschio?' (????!!!!e questa giuro è vera!!!) ecc ecc.
Cerco di districarmi alla meno peggio, contemporaneamente spingo la carrozzina tentando di avanzare.
MI SEGUONO. Giuro.
Cazzarola ma la spesa non la devono fare???
Insomma ci mettiamo mezz'ora ad attraversare solo il reparto frutta e verdura, non so quante volte dico no a continue richieste di prenderlo in braccio, ma dico io, non hanno mai visto un neonato??e poi tutti con quelle mani addosso, tocca il ditino, tocca la guancia...io non sono un'ipocondriaca, però insomma, è piccolo, preferirei non lo toccassero tutti. E senza neanche troppa delicatezza.
Mi chiedo quanto durerà la voglia di esibizionismo, guardo il ranocchio come fosse una bomba a orologeria, in fondo è pur sempre a digiuno, tutte quelle facce sconosciute...e difatti, avessi contato fino a tre ci avrei azzeccato.
Parte il pianto. A dirotto. Incazzato. Stufo. Affamato.
E automaticamente scatta il mio panico.
Vorrei gridare a tutti di levarsi dalle palle, di lasciarmi fare la spesa di corsa e tornamene a casa, e di smetterla di guardarmi come fossi una madre degenere, perchè se piange la colpa non è mia!! e invece si. Perchè ha solo un mese e mezzo.
Ha appena vomitato la colazione, è assediato dai pensionati e io manco lo prendo in braccio per consolarlo. I sensi di colpa mi avvolgono malefici e istantanei, non vale nessun tentativo di ricacciarli indietro.
Ho il groppo alla gola quando finalmente arrivo alla cassa, neanche sento le parole della commessa da quanto urla Alessandro.
Agitatissima cerco di liberare la cassa più in fretta possibile, e di parlare con dolcezza al ranocchio, mi sto allontanando a grandi passi quando la voce della commessa mi richiama 'signora il portafogli!'.
Capisco che il crollo è vicino.
Mi sento una stupida su tutti i fronti, ho le mani occupate dai sacchetti e il marciapiede è stretto e pieno di gente, non posso prenderlo in braccio e lui urla sempre di più.
Vorrei mollare i sacchetti in terra, sedermi e piangere con lui.
Invece arranco fino al portone, con le mani che tremano dalla stanchezza e dal nervosismo apro la porta, scaravento letteralmente la spesa per terra e tiro su Alessandro.
Non smette di piangere neanche in braccio.
Devo ancora preparare il latte, non so come fare, se non si calma crollerò, lo sento, sto già pensando di iniziare a frignare quando mi accorgo che c'è qualcosa di diverso in casa.
Sembra più in ordine. E c'è un'aria strana. Un profumo.
Un cappotto all'attaccapanni.
E mentre sto per correre in cucina da questa esce mia madre, ha il mio grembiule addosso, i capelli argentati raccolti, gli occhiali, e sorride.
-ho pensato che al ritorno sareste stati affamati tutti e due. Avevo indovinato.
Ho preparato il latte per lui e una frittata ai carciofi per noi.
Pensa pure a questo tesorino, alla spesa ci penso io.-

Venti minuti dopo Alessandro dormiva, sfamato e tranquillo, nella sua culla, e io mangiavo una squisita frittata ai carciofi, col privilegio di non esssrmi sentita muovere nemmeno mezzo rimprovero per aver portato il ranocchio alla coop da sola e senza aver preparato il latte prima di uscire.
Mangio la frittata, e prima mi sentivo uno straccio, adesso invece mi sento una figlia amata e che ama, e anche una mamma almeno decente.

Questo post è per la cuoca di quella frittata, la migliore che abbia mai assaggiato.
Che mi ha insegnato tutto e me lo insegna ancora, anche adesso che dovrei aver già imparato.
Grazie mamma.

7 commenti:

  1. oddio che meraviglia.
    spero di essere una mamma così fra 30 anni!

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  2. che bello...
    mi hai ricordato la mia prima uscita sola con giulia, anche lei nel bel mezzo della passeggiata urlante x la fame ed il caldo.. io nel panico totale... qualche scema che mi diceva "se i bimbi piangono un motivo c'è sempre"...(grazie, non ci sarei mai arrivata!!)...
    alla fine quell'angelo che ha soccorso te a casa mia non c'era... e non ci sarà più...

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  3. commovente (ma con un primo tempo in crescendo d'ansia, lo ammetto!) il sapere che ci si può ancora accoccolare nel ruolo di figlie.

    Io odio profondamente gli sconosciuti (ma anche i noti, se troppo invadenti!) che toccano i piccettini. Mi sono inimicata mezzo Fonto Paesello over 60, ormai più di un paio d'anni fa!
    la pera

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  4. Sei molto molto fortunata ... ho la lacrimuccia ... e sono senza parole.... ;))

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  5. Io per evitare i pensionati con la testa dentro la carrozzina usavo la zanzariera. Come barriera per loro più che per gli insetti. e un paio di volte me ne sono fregata delle buone maniere e ho chiaramente detto di non toccare la bambina o di stare un po' lontani che era piccola. :-)
    Comunque hai fatto bene ad andare alla coop se ti andava, infondo mica l'hai portato a un rave party 'sto bambino, la coop mi pare un posto innocuo, e poi mangiare bisogna :-)
    Insomma brava
    p.s. anche io non ho allattato e il latte non lo preparavo in anticipo perchè in ospedale mi avevano detto di prepararlo appena prima di somministrarlo se no diventa cattivo! Tanto per due minuti di attesa in più al bimbo non gli succede niente
    baci grandi! (e pure un po' di invidia per il tuo cucciolino)

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  6. Se non ci fossero le mamme bisognerebbe inventarle...

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  7. Ho sorriso leggendo dello sferrare l'attacco (stessa arma che uso io :-P )

    Ho pianto al posto tuo mentre leggevo delle tue lacrime trattenute

    e ho gustato virtualmente quella frittata ai corciofi ...che mamma splendida che hai...

    Te la stai cavando alla grande, una piccola defaiance capita a tutte

    un abbraccio grande!

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