Ci sono cose del mio lavoro che amo, anche adesso che per forza ne sono lontana, e cose che invece anno dopo anno mi esauriscono sempre un po' di più, che mi fanno venire il magone nello stomaco e mi annodano la gola.
Qualche giorno fa c'è stato Pitti bimbo alla Fortezza, io ovviamente sono in maternità ma mi hanno chiesto di fare un salto, solo così, per dare un'occhiata e una mano in amicizia.
Ho accettato.
Lasciato il ranocchio a mia madre per la prima volta da quando è venuto al mondo, sono andata lì sul luogo, vestita decentemente dopo secoli, persino truccata.
E sapete perchè ci sono andata? per loro. Per quei bambini che sono bellissimi ma non fortunati come sembrano. Di solito sono bambini abituati a questo 'lavoro', e già l'uso della parola lavoro mi fa rabbrividire, bambini che sanno come si sfila su una passerella, che indossano abiti che costano cifre paurose, e sanno come valorizzarli, bambini che sanno guardare in camera e sorridere a comando, bambini che sanno stare in posa, bambini che hanno una pazienza sconfinata.
Ma quest'anno c'era una novità, hanno selezionato dei gruppetti di bambini 'normali', bambini qualsiasi, presi da scuole e asili, dai 14 mesi ai 10 anni.
14 mesi. Non commento.
E alcuni di loro sono stati ammessi, altri scartati perchè 'grassi' o non sufficientemente 'belli'.
E così, superata la 'selezione', erano lì, spauriti, con gli occhi immensi, in balìa di genitori che si erano scordati di essere genitori, presi, svestiti da tre o quattro persone estranee, e rivestiti con strati e strati di golfini trendy e lustrini e sciarpe di lana.
Nel backstage ci saranno stati 30 gradi, e loro avevano cappelli e guanti e piumini.
E sono stati lì tre ore senza mangiare e senza bere e senza fare la nanna.
Bambini che a stento camminavano, che hanno indossato pantaloncini moschino sopra al pannolone.
Bambini che con le guance rigate di lacrime sono stati spediti su una passerella accecante di luce in bocca a una folla di flash e mani che battevano.
Che si sono ritrovati a caracollare con scarpine di raso e brillanti, numero 26.
Bambini che dopo la prima ora piangevano e si rifiutavano di farsi cambiare ancora.
Altro vestito, altro giro.
Io generalmente non vado 'in loco', mi occupo degli aspetti tecnici, pratici di questi eventi, ma questa volta, giovedì mattina, io sono andata lì come un mamma.
Come una delle poche mamme presenti.
Perchè accanto a madri 'normali', che stavano vicino al loro bimbo con la merenda in mano e ricordandogli 'amore la mamma è qui', c'erano anche madri pronte a piangere istericamente se il loro figlio indossava un completo in meno degli altri. Giuro.
E così, teoricamente, avrei dovuto 'sovrintendere' amichevolmente le operazioni del 'dietro le quinte', mentre nella pratica ho disegnato animali buffi e forme strane sull'elenco delle marche e l'ordine con cui sfilavano, per distrarre cuccioli tramortiti dalla stanchezza, ho soffiato nasi e asciugato lacrime, ho raccontato favole lasciando che il golfino Liu-Jo si sporcasse di briciole di crostatina, sono intervenuta coi sovrintendenti degli stand perchè lasciassero che fossero i genitori a vestire le creature, perchè a un bimbo di un anno e mezzo non piace essere spogliato nudo da tre estranei, ho litigato con ragazze isteriche e anoressiche spiegando loro che un bambino non è un manichino, e dulcis in fundo ho litigato anche con una madre, che vedendo la bambina in singhiozzi (16 mesi), l'ha mollata a Gabrio, mio collega, dicendogli 'io mi nascondo, non me la faccia vedere sennò strilla e non sfila più'.
Non ce l'ho fatta, dovevo starmene zitta e non ci sono stata.
Sono stata ripresa per questo, e alla fine dei giochi mi sono ritrovata stanca morta di una stanchezza pesante, morale e non fisica, con una bella strigliata da chi mi ha ricordato quale doveva essere il mio ruolo e quale invece è stato, con un sacco di dubbi nella testa, e mentre nel saluto finale sfilavano immagini dei bimbi di Haiti a cui sono stati devoluti i ricavi della giornata, mi sono ritrovata a chiedermi quanti tipi di dolore diverso esistono, e quanto male possiamo fare ai bambini, noi tutti, in mille modi e mille forme diverse.
E sono andata via con le lacrime dentro gli occhi, e guardandomi allo specchio mentre uscivo ho visto delle rughe a cui non avevo mai voluto credere, e sono andata a prendere le mie bambine all'asilo, sporche, spettinate, sudate e con i pantaloni inzaccherati di colori e terra e cibo.
Sorridenti e autentiche, belle senza sapere di esserlo, ancora più belle per questo, perchè è così che devono essere i bambini.
E me le sono strapazzate per tutto il pomeriggio, come non facevo da troppo tempo.
E ho saputo che se mai dovesse capitare una simile 'selezione' nelle loro classi, io sarò una di quelle mamme che dirà no.
E prima di dormire ho ripensato a una cosa che un mio 'superiore' mi ha detto durante il rimprovero che mi ha fatto per aver litigato con quella donna: 'non sai fare a meno di essere una mamma neanche per due ore?'
Il tono voleva essere scherno, voleva ferirmi, ma io ho sorriso, e sono fiera che mi sia stata rivolta quella domanda, e fiera di aver potuto rispondere che no, non solo non so, ma neanche lo voglio.
Come va
6 anni fa



Allucinante. Io non avrei potuto fare diversamente da te comunque, consolati.. anzi le avrei denunciate tutte!!! ahah :D
RispondiEliminacaspiterina!!!
RispondiEliminam'è venuto un nodo in gola e le lacrime...
Non so come tu abbia fatto a star li, io me ne sarei andata via, non avrei retto a vedere quelle scene...
hai fatto benissimo a sbottare...spero che le orecchie di quella mamma e delle altre vicino, abbiano recepito il messaggio... spero che le tue parole abbiano fatto il giusto effetto su qualcuno!!
eviva le mamme che non si scordano mai di essere mamme..nemmeno per 5 minuti!
un nabbraccio
sei una grande ... son senza parole... :))
RispondiEliminacaspita trilly!
RispondiEliminache magone!
no, mamme non si può smettere di esserlo neanche un minuto. e ognuna con la propria sensibilità. mi chiedo cosa offuschi la mente di alcune donne che pensano possa essere un'occasione per i propri filgi snaturarli in quella maniera.
ti abbraccio
Pesantissimo.... :/
RispondiEliminaa me questi bimbi così "finti" e "adulti" fanno sempre tanto pena. E i genitori dicono "ma è solo un gioco". Tristezza e pena,
RispondiEliminaun abbraccio a te, che per fortuna sei rimasta mamma anche là :-)
Che tristezza!!! A me sembra già troppo vedere le lunghe file di mamme trepidanti e bambini ignari in attesa sul marciapiede davanti alle agenzie di casting vicino a casa...
RispondiEliminaNo, proprio non fa per me!
Grazie per questo post...
RispondiEliminake amarezza...
RispondiEliminahai fatto no bene.. benissimooo!!!
w le mamme 24h su 24!!!
e w i bimbi "sporchi, spettinati, sudati e con i pantaloni inzaccherati di colori e terra e cibo.
Sorridenti e autentici, belli senza sapere di esserlo, ancora più belli per questo, perchè è così che devono essere i bambini."
Niente di più vero!!
Ciao, bellissimo post!
RispondiEliminaNon so quale sia il tuo lavoro, ma il mondo della moda, che conosco piuttosto bene, è una vera schifezza. Le madri che buttano i bambini in pasto ai fotografi sono delle derelitte frustrate. Lavorando a Insieme, tante volte mi hanno chiesto di far fotografare le mie figlie e mi sono sempre rifiutata. In compenso in redazione arrivano centinaia di foto di aspiranti baby-modelli, che tristezza :-(
brava!!!
RispondiEliminasono senza parole, x fortuna che sei andata.
RispondiEliminaE son d'accordo, una non può smettere di essere mamma. Mai.
Ti abbraccio
ecco.M'hai fatto piangere.
RispondiEliminapassodoppio.
eh. quanti pitti ho fatto. e che palle.
RispondiEliminaho visto che hai commentato un mio post su quanto poco mi piace il mio lavoro. e hai scritto che anche tu fai parte di questo mondo.
beh, io non lavoro con i bambini ma mi bastano le donne isteriche con cui mi è capitato di avere a che fare.
già è un mondo di MERDA ( scusa, eh??? ma so che mi capisci )... se poi vengono coinvolti i bambini ...
mah. non saprei se è più triste il tuo capo che se n' è uscito con quell' espressione infelice o le madri che hanno portato i bambini a sfilare.
bella lotta, eh?
ciao, paola
Ho visto il servizio alla tv, una bimba di meno di due anni che sfilava e piangeva disperat.. ho pianto con lei.
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