sabato 5 giugno 2010

Dovrei sentirmi in colpa.
Perchè li lascio soli, perchè il ranocchio è piccolo, perchè le bimbe già piagnucolano.
Dovrei sentirmi in colpa perchè i miei iniziano ad avere un'età in cui un nano di sei mesi e due nane di 4 anni sono duri, durissimi da gestire, nonostante gli innumerevoli aiuti da parte di tutta la famiglia, in primis i genitori di Enrico.
Dovrei sentirmi in colpa perchè 10 giorni sono lunghi, e dovrei sentirmi malissimo al pensiero di trascorrerli lontano dai miei cuccioli che rimangono qua, al caldo che è piombato sulla città d'improvviso, in balìa di 4 nonni e di tutto il parentado.
Ale è ancora minuscolo per stare senza la mamma, e se quando torno non mi vuole più? e se in questi giorni soffre senza di me e io neanche lo vengo a sapere? e se succede qualunque cosa qua ? o se succede qualunque cosa LA' , a noi?
Dovrei avere queste domande in testa, ed essere agitata, e preoccupata e in ansia, e in colpa, e felice solo in un angolino recondito.
Ma questi blog servono solo a sviscerare i pensieri veri, non quelli comuni: sono agitatissima per la contentezza, e basta.
Non ho un filo di preoccupazione per nessun motivo pratico, perchè so che qua tutti se la caveranno benissimo, anzi, anche meglio di quando siamo presenti io ed Enrico, e il ranocchio neanche si accorgerà che per un pò il biberon glielo darà la nonna, impegnato come sarà ad arruffianarsi chiunque.
Non sono in ansia perchè sono troppo felice per questo viaggio, e anche perchè, qui lo posso dire a chiare lettere : SONO STANCA, della quotidianità, delle pappe, dei biberon, dei pannolini, delle merende, del parco giochi, del cortile dell'asilo, delle feste di compleanno, delle Winx e dei Barbapapà.
Sono stanca di stare 24 ore al giorno con i miei meravigliosi bambini che dopo 10 giorni di respiro saranno anche più meravigliosi.
Ho voglia di questa vacanza con Enrico, e mi sento leggera e irresponsabile come se avessi 10 anni di meno.
Ci ritroviamo qui tra una decina di giorni con tanti racconti spero piacevoli!
Ciao a tutti voi!

venerdì 4 giugno 2010

Verso una strana terra...

-mamma ma in questo paese c'è la neve?-

-adesso no tesoro, adesso è estate anche lì, la neve c'è d'inverno...-

-ma quelli che ci vivono mangiano i pesci ancora vivi?-

-amore no, come ti viene in mente ! si mangia molto pesce, ma certo non vivo!-

-e vi dovete mettere la pelliccia?-

...Rinuncio. Nell'immaginario di Carolina la Norvegia si è irrimediabilmente costituita come terra selvaggia, dal clima artico, popolata da strani primitivi impellicciati con mandibole e stomaci in grado di affrontare la digestione di un pesce vivo.
Tant'è.

martedì 1 giugno 2010

Chi di pizzicotto ferisce...

M'infilo il marsupio, ormai Ale è diventato piuttosto ingombrante e pure peso da portare in giro così, ma non ho voglia di ingolfarmi in libreria col passeggino, e poi oggi fa meno caldo del solito, prenderemo l'autobus, faremo in fretta.
Saliamo alla solita fermata, tutti e due di ottimo umore.
I posti sono tutti occupati, ma una signora (non anziana, non sono ancora così scellerata da rubare il posto alle vecchiette) ci cede il posto.
Sorridendo la ringrazio e mi accomodo col ranocchio in braccio.
E' voltato verso l'esterno, ed è talmente di buon umore che lancia risate irrefrenabili verso chiunque lo degni della pur minima attenzione.
Sono abituata, ma comincio a temere l'inevitabile, che naturalmente accade.
La gentile signora che ci ha ceduto il posto non l'ha certo fatto 'gratis'.
Non è che si allontana, o che rimane lì ma facendosi i fatti suoi, no.
Lei comincia a fare i versetti al ranocchio, e fin qui va pure bene, lui è estasiato, io sono tranquilla, sorridiamo tutti e tre, tutto va per il meglio.
Dai versetti si passa a vere e proprie frasi, che cito testualmente:
"ma che guanciotte belle piene che abbiamo!"
"ma quanta pappa mangi? eh amore? quanta pappa hai mangiato??"
"ma come siamo ciciotti, ma quanto sgrani??"
Giuro. Quanto sgrani.
Io smetto di sorridere ma naturalmente il segnale non viene colto.
La signora continua imperterrita su questo tenore, ripetendo peraltro ossessivamente le stesse stupide domande: "ma quanto mangi ??quanta pappa sgrani??"
E poi, orrore degli orrori, allunga la mano e comincia a dare pizzicotti sulel guance del ranocchio!!!!
Io sono esterrefatta, senza parole.
Lui, che fino a quel momento, ignorando bellamente il significato piuttosto ingiurioso delle domande aveva riso con allegria, s'irrigidisce.
I pizzicotti sono piuttosto forti, gli lasciano segni rossi sulle guance.
Lo vedo scurirsi in volto, è perplesso.
Non posso non intervenire, ma sento montare dentro una rabbia incredibile, se parlo divento maleducata.
Mi alzo, penso di scendere alla fermata seguente e proseguire a piedi, ma in quel momento la voce del controllore scandisce 'biglietti prego'.
Il tempo di frugare in borsa in cerca del biglietto, e quella malefica mano già ha riassestato un paio di pizzichi sulle guance del ranocchio, che, ormai esasperato, inizia a frignare, e giustamente.
E' tardi, la mia furia si è scatenata senza possibilità di rimedio, l'ha voluto lei.
Porgo il biglietto al controllore e poi, con una sicurezza di cui non mi sarei mai e poi mai ritenuta capace, allungo una mano e dò un sonoro pizzicotto sul viso incipriato della signora.
Prendo letteralmente un pezzo di pelle flaccida tra indice e medio, stringo, e scuoto a destra e a sinistra, con decisione.
Eccolo lì, un segno rosso perfetto, sulla guancia sinistra di quella detestabile donna.
E' impietrita, non esce una sillaba dalla sua gola.
-Grazie ancora del posto signora, buona giornata.-
E scendo dall'autobus, con un senso di soddisfazione che m'invade dalla punta dei capelli a quella dei piedi.
E forse sarà piccolo, sarà presto per capire, ma il ranocchio smette all'istante di piangere, gli bacio le guanciotte arrossate e gli occhi gli si assottigliano in un sorriso ad un solo dente, ma più allegro che mai.

domenica 30 maggio 2010

Si. Lo voglio.

-Ma...dopo?-
-mamma dopo faremo il rinfresco sulla spiaggia come avevamo detto...-
-e basta?-
-si mamma, "e basta". Siamo pochi, è una cosa semplice, ricordi?-
-si è vero...ma, intendo, dopo dopo?-
-mamma cosa significa?-
-no dico, ma la luna di miele?-
-mamma no, non possiamo, e non ci interessa nemmeno...lo sai...i bambini...dai, adesso andiamo-
-dopo la cerimonia io e tuo padre vorremmo un attimo parlare con voi due, se è possibile-
-e va bene, adesso però andiamo.-

E siamo andati.
E siamo entrati in municipio, e la metà degli invitati aveva meno di dieci anni.
C'erano solo i parenti più vicini, gli amici di sempre, e tutti i loro bambini.
La sala era bellissima, decorata con fiori bianchi e rosa.
L'ufficiale di stato civile ha iniziato a leggere gli articoli, e arrivato a quello dei doveri verso i figli, dalla 'platea' è esplosa una vocina : "siamo noi!!!!!". Carolina.
Io ed Enrico siamo scoppiati a ridere mentre contemporaneamente io sentivo le guance rigate di lacrime, dall'emozione, la voce rotta mentre dicevo il mio si, la morsa dolcissima attorno al cuore mentre lui diceva il suo, deciso, sicuro, con ancora negli occhi il luccichìo della risata.
Dopo la cerimonia non siamo andati al ristorante, non abbiamo affittato nessuna villa, ma siamo montati tutti in macchina e siamo andati al mare.
Era tardo pomeriggio, il sole calava.
Siamo arrivati che era quasi tramonto.
Ognuno aveva portato qualcosa da mangiare, abbiamo steso coperte sulla sabbia e imbandito così il banchetto di nozze.
Ho mangiato pizza al formaggio, tartine di carciofi, pasta fredda e olive ripiene seduta di fronte al mare, accanto al mio nuovo marito che è un amore invece già consolidato dagli anni e soprattutto dai tre nanerottoli che abbiamo fatto insieme, il più piccolo già dormiva a pancia all'aria sulla coperta, lì accanto a me.
Le bambine correvano all'impazzata sulla sabbia con i cuginetti e gli altri bimbi, esagitate, felici e pure un pò stanche.
è stato uno dei giorni più felici della mia vita, e questa è la foto che più comunica quello che è stato:


I miei hanno preso poi in disparte me ed Enrico, (e Alessandro a dire il vero che dormiva schiantato in braccio a lui) e ci hanno dato una busta.
Dentro c'è un viaggio spesato in Norvegia. Di dieci giorni.
Partiamo il 7 di Giugno.
Non credo di saper aggiungere altro.
Solo che la vita sa essere veramente meravigliosa.
Grazie di tutti i vostri auguri...