domenica 10 gennaio 2010

Sabati Mattina

Un tempo il sabato mattina era mio.
Tutto mio intendo dire. Per me SOLA. Il fatto che 90 volte su 100 lo impiegassi dormendo come se fossi reduce da un'insonnia decennale (cosa che più o meno era vera), era una mia scelta.
Un tempo il sabato mattina, qualunque tempo facesse, di qualunque umore fosse lui e di qualunque avviso fossero le bambine, Enrico si occupava di loro, completamente, totalmente da solo. Le portava al parco nei mesi belli, a volte in giro per negozi, altre volte semplicemente dalla nonna, in alcuni fine settimana le portava con sè a prendere i suoi figli e facevano qualcosa tutti e quattro.
Fin da quando sono nate, un tempo, il sabato mattina era la mia privatissima isola, la mia scatola magica che poteva contenere un bagno caldo, un libro letto PER DAVVERO, telefonate interminabili alle amiche, un pedicure, una colazione sontuosa, un giro per negozi con mia mamma, una puntata dal parrucchiere (evento storico), insomma qualunque cosa. A volte anche troppo silenzio e sguardi ansiosi e felici all'orologio che me li avrebbe riportati tutti e tre lì, sorridenti, con un mazzolino di fiori o del pane appena sfornato.
Un tempo, il sabato mattina era il mio anfratto privato, il mio giubbotto di salvataggio, il mio appuntamento con me stessa e nessun altro.
Un tempo.
Ma il tempo passa e le cose cambiano.
Ed è risultato chiaro fin sa subito che un solo uomo, per quanta gioia e buona volontà ci metta, è fisicamente impossibilitato ad alzare, vestire e portare fuori completamente da solo un neonato di un mese e mezzo e due gemelle di quasi quattro anni.
Così per adesso il sabato mattina è stato un po' di cose diverse da un mese e mezzo a questa parte: un delirio equivalente agli altri giorni della settimana, poi un delirio più controllato, poi un momento di felicità collettiva sempre un po' sovreccitata, e adesso pian piano lo vedo trasformarsi in un bel cuscino morbido, spazioso, caldo, su cui atterriamo tutti e cinque insieme, dopo le capriole che cominciano il lunedì e finiscono il venerdì sera.
Un cuscino su cui ci svegliamo tutti insieme, e ci sorridiamo, prendendoci il tempo delle coccole, di una cioccolata calda (ranocchietto escluso), di un gioco collettivo sul tappetone del salotto, costruzioni per le gemelle, strani suoni e sorrisi sdentati per un Alessandro che agita braccia e gambe furiosamente.
Giochiamo tutti insieme, anche io ed Enrico giochiamo, a mamma e babbo, che poi alla fine è il nostro gioco preferito...
Questo al momento è diventato il sabato mattina.
E sarò sincera, non so se il cambio mi dispiace poi così tanto...

5 commenti:

  1. A questo punto goditi questa dolce variante ;))

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  2. evidentemente adesso è il momento del cuscinone multipiazza!
    ma forse prima o poi, crescendo alessandro, le buone abitudini si potranno ripristinare... chi lo sa... in effetti mi hai dato una bella idea per quando momo sarà più indipendente da me... il sabato mattina mi piace come spazio privato...

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  3. Anche noi c abbiamo provato ma poi tra un febbre, raffreddore e il feddo polare che c'è in questi giorni a Parigi (-6 tanto per farti un'idea) abbiamo rinunciato!
    Dile

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  4. quanto ti capisco, quanto ti capisco!!!
    Il sabato pomeriggio c'era quasi sempre una puntata in biblioteca con la principessa, adesso... lasciamo perdere!
    Ciao!
    Luca

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