Non mi è mai piaciuto fare bilanci, ma per la fine del vecchio anno e questi primi giorni del nuovo, tiro qualche somma, così, perchè oggi ho letto tantissimo i vostri blog, essendo le bambine dai nonni e Alessandro più tranquillo del solito, e mi è venuta voglia di raccontarvi un po' come sto e come stanno gli altri intorno a me.
Tante cose non sono andate come previsto e come avremmo tutti voluto, e mi sarebbe piaciuto che fossero andate diversamente, non lo nego.
Mi sarebbe piaciuto stare bene, e portare la mia pancia in giro per il mondo col mio sorriso, mi sarebbe piaciuto continuare ad essere madre oltre che involucro, mi sarebbe piaciuto non dimenticarmi la mia vita, mi sarebbe piaciuto vedere il cielo e sentire l'aria raffrescarsi, e infilarmi un maglione caldo, preparare la merenda alle bambine, entrare nella loro stanza la mattina e svegliarle con un bacio, esserci nei loro primi giorni d'asilo, ad accogliere i loro sorrisi, le loro paure, i loro racconti buffi, mi sarebbe piaciuto rimanere la compagna dell'uomo che ho accanto anzichè lasciarlo solo nel mare di paure e difficoltà, mi sarebbe piaciuto camminare in riva al mare, e uscire con le amiche, e sognare del mio bambino con serenità.
Non è stato possibile, e mi ritengo fortunata lo stesso, tanto.
Ma non per questo riesco a dimenticare quei mesi. Quel nero. Quel pozzo in cui sono caduta e nessuno poteva tirarmi fuori.
Solo quell'esserino che ci era caduto insieme a me poteva.
E ha potuto. Perciò va bene così.
Giorno per giorno archivio le brutte sensazioni, e faccio il pieno della sua meravigliosità, della sua capacità di stregarmi con un solo, mezzo sorriso.
Quando è arrivato non è stato subito bene, ha passato diversi giorni in ospedale, anzi, abbiamo passato.
Ma poi, un paio di settimane prima di Natale ce lo siamo portati a casa, fagottino minuscolo, pieno di grinze, profumatissimo, fragile, bellissimo.
E da lì la vita ha ripreso a scorrere, dalla sospensione, dal vuoto in cui si era fermata.
Alessandro sta bene, è un bambino sano, pesa tre chili e 150 grammi, ed è un bambino tranquillissimo. E io come sto? io non lo so. Sento che una parte di me se n'è andata, è rimasta indietro, non so dove, ma ne è anche nata una nuova, forse più forte, forse semplicemente coi piedi per terra.
In questi mesi ho avuto la possibilità di vivere sulla pelle la bellezza di una grande famiglia, di una famiglia 'allargata' come si chiamano oggi, dove siamo tutti legati bene o male, anche se a volte in ruoli 'scomodi', o in panni che ci vanno stretti.
Ma ci siamo tutti quanti, e quando qualcosa si spezza, o si ferma, tutti se ne interessano. E questo è stato bello. E utile.
Siamo cresciuti un po' tutti in questi mesi, passati all'insegna di emozioni forti, non sempre piacevoli.
Carlotta adesso parla perfettamente, vanno alla scuola materna, in classi separate, e non ne hanno fatto un dramma come temevo. Anzi.
Non sono stata presente come avrei voluto, come avrei dato per scontato un po' di tempo fa. C'ero ma non c'ero. E mi sono persa tante cose.
Ma ho intenzione di recuperare.
Ho deciso di dare a me stessa un po' di tempo, semplicemente del tempo per riprendere a respirare normalmente, non con quest'affanno che ha seguìto l'apnea.
Mi sono intestardita di fare tutto da sola appena Alessandro è arrivato, volevo dargli tutta me stessa, non volevo lasciarlo mai, nemmeno per un attimo, non volevo delegare a nessuno, non volevo aiuti, non volevo intrusioni fondamentalmente.
Ho chiuso fuori chi invece voleva solo tendermi una mano, non certo soppiantarmi.
Ma l'ho capito in tempo. Ho allentato i ritmi, e mi sono decisa a svegliarmi e ad accorgermi che c'erano anche altri che avevano bisogno di me. Non solo lui.
E così adesso va meglio,ho ripreso il blog in giorni in cui mi sono sentita serena come non mi sentivo da troppo tempo.
Ma anche se sono sparita, vi ho pensato, e mi siete mancati. Tutti.
Pian piano tornerò a raccontarvi la nostra nuova quotidianità, spero con serenità e allegria...
Come va
6 anni fa



Ciao, sono contenta di leggerti più serena. vedrai che andrà tutto bene.
RispondiEliminaUn grande abbraccio e un bacio al ranocchietto!
Prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno. E respira. Con calma. Un respiro alla volta.
RispondiEliminaUn abbraccio!
di nuovo bentornata, noi siamo qui e ti ritroviamo con gioia e simpatia.
RispondiEliminaciao
Luca
cara giulia
RispondiEliminanonostante il nero, traspare dalle tue parole un solido arcobaleno. hai tanto amore intorno e finalmente lo stai riscoprendo. il resto lo farà il tempo. tu non recriminarti nulla. hai vissuto prove difficili e le tue reazioni non si possono giudicare né dalla gente intorno, ma neanche da te stessa.
forse stare qui, tra noi, potrà aiutarti.
io ti sono vicina
un abbraccio
Ti abbraccio Giulia . Bentornata tra noi. !!!
RispondiEliminaMa tu non sai che gioia rileggerti.
RispondiEliminaAvevo capito che qualcosa non andava ma ora leggo tra le tue parole che hai trovato la forza per superare le difficoltà.
bentornata