mercoledì 24 marzo 2010

Non ce la faccio più

Ok, il periodo 'nero' delle gemelle ingestibili e insostenibili non è mai finito, e ora ve lo posso dire. Che come dico sempre alle altre non ha senso farsi remore a lamentarsi, perchè in fondo questo è l'unico luogo in cui posso farlo in santa pace e senza il rischio di scatenare polemiche o liti o crisi ulteriori.
Allora ve lo dico chiaro e tondo: io non ce la faccio più.
Non de la faccio più a dormire un'ora si e tre no tutte le notti, a passare quella che di solito dovrebbe essere la fase rem del mio meritato sonno dando il latte ad Alessandro e contemporaneamente cercando di far star buona Carolina che ANCORA A QUASI 4 ANNI NON DORME UNA NOTTE DI FILA.
I medici non sanno dare altro consiglio che la chimica, ma io mi rifiuto.
Abbiamo provato cose naturali ma i risultati sono stati nulli.
Le ho provate tutte nel corso del tempo, la dolcezza, la severità, anche il tentativo di 'ignorarla' ma a parte il cuore che mi va in frantumi, ad oggi non mi posso permettere che i suoi richiami sveglino anche Carlotta e soprattutto Alessandro che inizia a strillare, e giustamente.
Così devo correre al primo 'mamma vieni qui da me', e non so dopo quanto mi sarà concesso di tornare a letto.
Anche ad Enrico tocca la stessa sorte, perchè spesso ci alterniamo, ci chiama anche tre , quattro volte a nottata.
Non ce la faccio più ad alzarmi la mattina alle 7 dopo una notte così, preparare zainetti e vestiti e colazione, dare il latte al piccolo e poi iniziare la lotta per tirarle giù dai lettini, convincerle ad alzarsi, a fare colazione, e sopratttutto a VESTIRSI...è una bizza su tutto, da parte di tutte e due ma soprattutto di Carolina, hanno sempre da ridire, vogliono mettere vestiti assolutamente non adatti alla stagione, l'altro giorno esausta, esasperata, ho permesso a Carolina di andare a scuola con gli stivali di gomma anche se c'era un sole che spaccava le pietre sperando che magari le osservazioni degli altri bambini l'avrebbero fatta distogliere per la volta dopo da quell'idea, ma il risultato è stato solo che quando Enrico è andato a prenderle la maestra gli ha sorriso con condiscendenza chiedendo in tono retorico e comprensivo: "le veste lei la mattina, eh?".
Non ce la faccio più a stare con loro da sola ogni pomeriggio perchè quelli che erano giochi allegri e costruttivi sono diventati litigi continui su tutto, morsi, tirate di capelli e pianti.
Carolina soprattutto ha iniziato ad essere davvero dispettosa con la sorella, le strappa le cose di mano, le risponde male, e Carlotta o subisce e magari piange, oppure si arrabbia a sua volta e devo dividerle fisicamente.
E io in tutto questo, dopo due ore di battibecchi, capricci e tiritele, tutto quello che so fare è perdere la pazienza e sbraitare...per poi sentirmi peggio di prima.
Oppure arrendermi, e accontentarle in ogni loro pretesa.
O delegare ad Enrico.
So che è sbagliato, ma il fatto è che ho anche un neonato a cui dedicare tempo e attenzioni, e ultimamente anche lui è più nervoso, piange spesso e si porta i pugni alla bocca, il pediatra dice che ha già le gengive infiammate per via dei dentini, perciò col fastidio è ovviamente più piagnone.
E io vorrei avere TEMPO, tempo tempo tempo, la giornata diluita in tantissime ore di più per poter gestire le cose CON CALMA E soprattutto i miei figli UNO ALLA VOLTA.
Ma poi durante i deliri e le scenate mi rendo conto di desiderare solo che quella giornata finisca il prima possibile.
Ed è orrendo.
Non mi piace vivere così, crollare addormentata alle 9 di sera e non riuscire neanche a parlare con Enrico di qualcosa che non sia la gestione della casa o dei bambini.
Non ne posso più di sentirmi sollevata quando i miei portano le gemelle a nuoto e io rimango con Alessandro.
Il fatto è che sono IO che non riesco più a gestire quest'equilibrio, loro non sono serene, me ne rendo conto, e ci soffro in un modo indescrivibile.
Io le coccolo e le amo ogni giorno di più, ma i risultati sembrano essere l'esatto contrario di quelli sperati, a volte Carolina ha proprio rabbia nei miei confronti.
So che la gelosia del fratellino è normale, e anche la dottoressa ci ha spiegato che nel caso di due gemelli la situazione è anche più complessa perchè loro sono già due, già in una qualche forma di 'competizione' per l'affetto materno, l'arrivo di un terzo elemento turba drasticamente l'equilibrio.
Ma il fatto è che io non ce la faccio più per davvero.
E devo trovare una soluzione che mi permetta di non impazzire e di riavere una vita felice.

14 commenti:

  1. ti abbraccio... ti abbraccio forte perchè so quanto è difficile scrivere queste cose, quanto è difficile anche ammetterle con noi stesse e non sentirsi più di tanto una cacca per averle anche solo pensate...
    ti capisco perchè anch'io questa settimana sento di aver toccato il fondo... anch'io mi trovo a dire non ce la faccio più... ed ho paura che non riuscirò a riprendermi... o che lo farò ma i cocci saranno troppi...
    cosa possiamo fare? sicuramente stringere i denti, sapere e sperare che tutto si aggiusterà, che un nuovo equilibrio lo troveremo... ma anche farsi coraggio e non avere paura o vergogna a chiedere aiuto... a chi può ascoltarci (magari un dottore..) a chi può darci un pò di respiro, a chi può darci un pò di tempo x stare coi bambini uno per volta o da sole a riprendere fiato...
    coraggio cara giulia.. facciamoci coraggio...
    andrà tutto bene!...

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  2. Ciao, ti ho appena scoperta... e hai tutta la mia solidarietà di mamma! Non sentirti in colpa quando deleghi, assolutamente, anzi, fallo ogni volta che ne senti il bisogno! Non hai nessuno che ti aiuti, una baby-sitter, parenti? So che è brutto dividersi dai propri figli, ma a volte penso che sia meglio offrire loro momenti più brevi di dedizione assoluta che non una convivenza snervante 24h su 24... ho scritto d'istinto, spero di non essere stata inopportuna, un abbraccio

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  3. Approvo in ogni singola parola Kikka e posso solo dirvi che vi capisco ... forse leggere di altre mamme nelle stesse condizione ci fa illudere per qualche istante di non esser poi così sole e così pazze ;-)... baci

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  4. Concordo con le altre, se ne hai la possibilità devi farti aiutare, in fondo sei ancora nel post-parto.
    I nonni non possono tenere le gemelle, o anche solo stare li con te in casa a intrattenerle per qualche giorno la settimana?

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  5. mi dispiace, cavolo.
    l' unico consiglio che posso darti è quello di rivolgerti ad un/a psicologo/a.
    l' autunno scorso stavo impazzendo con francy. letteralmente impazzendo.
    il pediatra mi ha dato il nome di una psicologa e non posso non constatare che mi ha dato e mi sta dando una mano incredibile. Ti giuro che non aspiravo a tanto.
    Nel caso di Francesco, si tratta di una fase che attraverso i bambini in età prescolare: una fase in cui vogliono staccarsi dalla madre ma nello stesso tempo, sentendosi in colpa, riversano su di lei i loro nervosismi e danno della cattiva alla madre, la respingono, VOGLIONO DECIDERE.
    il mio mi menava di brutto, non c' era verso di farlo ragionare. MAI.e cominciava a menare anche i bambini all' asilo.
    insomma. questa psicologa mi ha insegnato come fare. perchè una soluzione c' è per far passare questi mesi e far ragionare i bambini in modo fermo ma dolce. e sereno, soprattutto.
    pensa che io mi mettevo a piangere davanti alui quando mi menava. perchè io ci stavo malissimo a vedermi così rifiutata. OGNI GIORNO. e a correre la notte da lui perchè era inquieto.
    ma sbagliavo TUTTO. alla fine, una volta saputo come fare, la cosa si è risolta. magicamente? non credo ...
    ora non è che francesco sia un santo, ma si vede che è una vivacità diversa. prima non era sereno. e non ero serena io.

    giulia, non so se il problema di carolina sia lo stesso di francy, ma prova a rivolgerti ad un/a specialista.
    non c' è nulla di male. anzi.
    ti basterebbe un' ora a settimana - o magari due. non di più, credo.
    ma sono strasicura che ti aiuterebbe.
    la mia psicologa ha aiutato me prima di tutto, non mio figlio. ma aiutando ME ha risolto il SUO problema.

    quel tempo diventerebbe TUO e solo tuo. e aiuterebbe tutta la famiglia.
    un abbraccio, paola

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  6. se può consolare (seppure poco) pure io con la mia tre-enne c'ho gli stessi problemi a vestirla. Ogni mattina è una lotta e se i vestiti che le metto non le van bene se li toglie
    Per risparmiare tempo ho ovviato scegliendo i vestiti la sera prima, che almeno la mattina si fa in fretta. Però c'è sempre da litigare. Pure sul pigiama.
    hai provato con un premio/punizione tipo: "chi si veste senza discutere avrà 1 cioccolatino o 1 caramellina?" non che sia il massimo dell'educativo, lo so, però magari aiuta...
    ti abbraccio e ti penso.

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  7. dimenticavo: ho traslocato il blog. se mi mandi una mail a ele.sid at gmail.com ti abilito al nuovo

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  8. Ti capisco, tanto, non sai nemmeno quanto. Non ho un neonato da amare come te, ma ho due gemelli che fino alla scorsa settimana mi avevano ridotto allo stremo. Non li sopportavo più, ero arrivata a desiderare la mia vita da single... senza questi due. Mi sono sentita in colpa, mi sono sentita male, ho urlato con loro, ho urlato con Ing. BonzoBabbo, ho urlato con la mia Motherpillar, ho urlato al lavoro... urlavo insomma. I terribili due anni, noi li stavamo passando tutti, ma tutti proprio... capricci, no per ogni cosa, "prima io" dell'altro/a, urla unnico-barbariche se al cambio saliva prima l'altro... era tutta una caccaaaaaaaaa... ero alla frutta. A volte volevo strozzarli.
    Finalmente ho trovato il coraggio di parlarne con Cuoricino (la mia analista un pò freudiana, un pò Sandra Milo) e ho iniziato a uscirne, non loro, io. Sono cose ovvie, apparentemente, ma io sto meglio, sono in controllo, non mi lascio stressare dai loro capricci, ho ritrovato il distacco che mi serviva. Loro continuano il tour dei terribili due anni (ieri bonzetta ha pianto imperativa per tutto il cambio/vestizione del fratello) solo che la BonzoMamma è di nuovo serena e questo influisce tanto. Mi sentono convinta e serena e perciò si stanno tranquillizzando anche loro... e la notte è tornata tranquilla.
    E sogno di nuovo il terzo figlio...
    Credo che nella tua situazione ti aiuterebbe parlarne con qualcuno, sarebbe terapeutico.
    O forse basterà parlarne con le mamme blogger chissà... intanto parlane. Un abbraccio.

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  9. Anch'io sono per il parlare con uno psicologo infantile; a volte basta modificare certi comportamenti in modo davvero minimo per disinnescare dinamiche che ti portano appunto a non farcela più e innescarne altre virtuose. Lo psicologo può dirti come modificare il tuo approccio verso certi comportamenti delle bambine. Comunque qualche settimana fa ho visto una puntata di SOS tata con due gemelli più o meno dell'età delle tue, i quali anche loro erano sempre in lotta e competizione tra loro (per i giochi ecc.).Tata Lucia ha detto che è normale che ciò accada perché i gemelli hanno il problema di doversi differenziare tra loro e quindi c'è una fase in cui si picchiano, si rubano i giochi ecc. La tata ha suggerito di non intervenire sempre di petto ma di aiutare i gemelli a differenziarsi lasciando scegliere giochi diversi in base al loro gusto, lasciando che scelgano loro che vestiti indossare (ovviamente che siano della stagione adatta ;-)) ecc. La tata non è il vangelo e sicuramente queste cose le sai già... Coraggio, comunque, è una fase da superare e ce la farai (magari facendoti aiutare più che puoi!) :-)

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  10. anch'io mi rivolgerei ad un esperto. è giusto farci aiutare se non riusciamo a stare bene con i nostri figli. tutta la mia comprensione. io spesso racconto alle educatrici del nido i capricci che fanno con me (e non con il papà) perché so che il loro è un occhio esterno, imparziale e spesso mi rassicurano. se dovessi arrivare a non riuscire a gestirli farei lo stesso, credimi. un abbraccio

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  11. Intanto vi ringrazio, tutte, per le vostre parole...non so dire il bisogno che ne ho...il fatto è che già da un annetto parlo con una neuropsichiatra infantile, da cui ho cominciato ad andare su consiglio del pediatra perchè parlasse un po' con le bambine, visto che la situazione psicologica dei gemelli è spesso delicata e che in più viviamo in una famiglia 'allargata'.
    E' una dottoressa bravissima, con loro gioca, chiacchiera, tutto con molta allegria e semplicità, ma poi i risultati vengono fuori e tanti lati 'scuri' si schiariscono e si affrontano insieme.
    Anch'io parlo con lei da un anno, e in questo periodo di m..da (si diciamola questa parola, perchè ci sta tutta), ci vado una volta la settimana.
    Senza bambine.
    E le cose che mi dice mi aiutano e mi calmano, lì per lì.
    poi torno a casa, e alla decima lite tra le bambine, al terzo pianto a squarciagola di Alessandro, ricrollo e mi sento più a terra di prima.
    I miei mi aiutano portando le bimbe in piscina due volte a settimana e tenendomi il piccolo qualche ora ogni volta che glielo chiedo, a volte vengono anche a casa e mi danno una mano con i pranzi o le pulizie, ma ovviamente non puo' essere sempre.
    Il resto del tempo, cioè la normalità, sono io.
    Io, io, io e ancora io.
    Che non faccio altro che occuparmi di loro tre 24 ore su 24, e quando arriva il fine settimana che finalmente siamo in due, all'improvviso diventiamo in sette perchè arrivano i figli di Enrico. E anche questo ultimamente mi pesa.
    Mi pesa perchè nonostante gli anni che passano e i figli che crescono, lui è sempre uno, e i suoi bambini invece cinque, e io adesso avrei bisogno che si occupasse completamente dei miei figli e basta, perchè ne hanno bisogno anche loro.
    Ma ne hanno bisogno anche i figli di Elisabetta, in modo altrettanto forte, vedono il babbo già così poco, e io già mi sento in colpa per questo.
    Ma ogni volta che va a prenderli a scuola e li porta a mangiare fuori o al cinema, e io resto a casa con i bambini e magari con Irene o un'amica venuta per non lasciarmi sola, ho lo sguardo fisso sull'orologio e il cuore in gola.
    E così. L'ho detto.
    Non credo che potrei mai essere così sincera se non qui, sul mio blog, con voi...e vi ringrazio per darmi questo ascolto, quest'accoglienza, quest'abbraccio caldo.
    di cuore.

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  12. ma tesoro mio... la tua vita e' complicata, sei sola e loro tre, Enrico e' uno e loro cinque. Io ti consiglio uno psicologo, non un neuropsichiatra, verifica le sue specializzazioni e verifica che terapia ti sta suggerendo...
    Se non funziona puoi e devi cambiare... e' la tua vita, le tue figlie, le tue scelte... sei nel pieno diritto di viverla al meglio.
    E' che alla decima lite respira forte e imponiti, e' vero che loro ne soffrono, ma soffrono di piu' ad avere una mamma stressata che non gestisce la situazione serenamente.
    Almeno questo mi ha sempre consigliato cuoricino, una mamma serena anche egoista e' quel giusto compromesso che permette ai bimbi di avere dei confini certi e stabiliti e che da loro sicurezza.
    Abbraccio ari

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  13. situazione difficile, mi unisco ai consigli delle mamme. Vedrai che ne uscirete alla grandissima. Un'abbraccio

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  14. Ciao Trilly, avevo commentato il post seguente, prima di leggere i commenti qui. Anche io in questo periodo difficile, in cui il piccolo ha due anni (ed è una peste) e il grande 6 e fa la prima elementare, sono alla frutta (anche perché SEMPRE ammalati, accidenti). Sono andata da una consulente familiare, molto brava, e andrò presto, penso, anche da una psicoterapeuta a cercare di sciogliere dei nodi che da sola non riesco a districare. Ti ammiro, la tua situazione è difficile, faticosa e stressante, ma sei una ragazza molto intelligente e riflessiva. Brava, davvero!

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