giovedì 4 marzo 2010

Grigio

Sono giorni che le gemelle sono stanche, intrattabili, disubbidienti, ingestibili quasi.
La sera per metterle a letto impieghiamo quasi due ore, considerando gli intermezzi di Alessandro.
La mattina per tirarle giù dal letto e portarle alla materna ci impiego più o meno lo stesso tempo ma con la differenza che sono da sola.
Non collaborano in niente, non solo non cercano più di vestirsi da sole come facevano poco tempo fa, ma ostacolano pure le operazioni di vestizione della sottoscritta e del babbo, mettendosi a scalciare anzichè infilare le gambe nei pantaloni, o a correre per casa con solo la canottiera e le mutande addosso.
A tavola Carlotta non mangia niente, ci vogliono ore per riuscire a farle mangiare almeno una fettina di carne, e spesso risputa la roba come quando aveva pochi mesi.
Non si concentrano più su niente, quando cerco di giocare con loro cominciano a litigare e a strapparsi le cose di mano e a finire in lacrime.
Per convincerle a fare una cosa qualsiasi ci vuole una pazienza sconfinata, e quando dico loro di fare qualcosa non ubbidiscono affatto, anzi, fanno il contrario.
Ieri sera si è raggiunto il culmine quando Carolina ha aperto lo sportello del frigo dopo che le avevo ripetuto dieci volte di non farlo e si è attaccata al ripiano rovesciando tutto quello che c'era sopra.
Poteva anche farsi molto male.
Ho urlato. Come non credevo di poter urlare.
Ma mi è venuto tutto fuori, tutta la stanchezza, tutta l'impotenza che a volte provo di fronte a loro, di fronte alla mia vita.
Ma quando l'ho vista piangere in silenzio, il nero che ho sentito dentro ho capito di essermelo scavata da sola.
Sono corsa ad abbracciarla e le ho detto che mi ero spaventata oltre che arrabbiata perchè poteva farsi molto male.
Si è lasciata consolare e poi le ho messe a letto tutte e due, e per la prima volta da giorni sono state buone ad ascoltare le favole.
Ma stanotte non ho chiuso occhio. E ho pianto mentre davo il latte ad Alessandro.
Il cielo è grigissimo e c'è un vento ghiacciato, sembra pieno inverno un'altra volta.
E io ho paura di non farcela.
Ho paura di trasformarmi troppo spesso nel mostro di ieri sera, che urla su una bambina, sulla sua bambina. Che urla anzichè ammettere che ha bisogno di una tregua, di dormire, di stare col suo uomo senza bambini intorno, di guardarsi nello specchio e sorridersi un po'.
Ho paura, perchè quel meglio di me che i miei bambini si meritano, in questi giorni non lo trovo più, e se non viene fuori non so come farò.

6 commenti:

  1. Trilly io di bimba ne ho una sola, e uno in cova. Però la paura del "non farcela", del "nero", come dici tu, è lo stesso.
    Ieri, raccontavo in un commento sul mio blog, all'Ikea ho visto una scena in cui una madre urlava cose come "stupido", "cresci" e "non avrai mai amici", davanti a estranei, al proprio figlio che cercava conforto. Il bambino avrà avuto massimo 5 anni.
    Io spero di avere la forza di non arrivarci mai. Non voglio arrivarci mai.
    Quando è capitato che alzassi la voce con la Spucci e lei se ne è spaventata, ho fatto come te. Ho chiesto scusa, e ho spiegato.
    Io sono certa che il meglio è già fuori.
    una mia amica una volta, parlando di lei e del marito ha detto una cosa molto bella: "tra noi c'è ancora tanta luce, anche se a volte il buio è troppo forte". Ecco, io credo che quella luce ce l'abbiamo noi tutti. Solo che a volte è solo un po' offuscata.
    Ti mando un abbraccio

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  2. Beh, anch'io perdo la pazienza con le mie due pesti, a volte, e me ne pento anche, ma penso che sia in fondo "umano"...Noi mamme dobbiamo ricordarci che non siamo dei robot perfetti ed in fondo quando ci si accorge di esagerare si ha tutti i diritti di chiedere scusa, cosa che non è poi così facile come si crede!
    Gabriella

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  3. mamma, com' è difficile essere madri.
    me ne rendo sempre più conto leggendo le esperienze di tutte voi e vivendo le mie ( io, poi, da separata ... immaginati ).
    il mal comune spesso non è mezzo gaudio. ma è così: il grigio lo affrontiamo un po' tutti e tutti i giorni.
    quello che ha scritto LaLaura è giusto - e bello. quella luce è dentro di noi. solo che a volte il nero è talmente nero da offuscarla. o forse è la luce che si affievola un pochino.
    spesso mi chiedo se anche mia madre, mia nonna, le mie zie hanno affrontato periodi così.
    sicuramente sì. ma il loro mondo era un mondo diverso da quello di oggi. oggi il tempo non ci aiuta. il tempo non esiste più, ci assorbe.
    è anche questo che ci rende nervose. noi, donne del 2000.
    per noi, no, non è facile.
    ma abbiamo armi che in passato erano impensabili. abbiamo una rete che può ingannare ma anche aiutare. che può far condividere e sfogare.
    vedrai che quello che oggi ti sembra grigio domani sarà azzurro. ne sono sicura.

    un abbraccio, paola

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  4. Premetto che non ho figli e pochissima pazienza però penso che a volte un urlo scappi a chiunque e nel tuo caso forse è stato un bene perchè Carolina ha sicuramente capito che non deve più fare di testa sua e dare retta . Detto questo penso che con 3 figli di cui uno minuscolo fai già i miracoli e vedrai che le bambine dimenticheranno in fretta l'episodio e tu uscirai dal grigio.

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  5. Ti assicuro che le cose che fan male ai bambini sono altre, una persona molto saggia un giorno mi ha detto che i bimbi sono preparati anche a questi piccoli momenti di stress dei genitori e che fanno male più a noi che a loro che dimenticheranno in fretta l'accaduto, ma ricorderanno l'amore e l'attenzione che le hai dato dopo ... comunque per loro è un momento difficile cercano di attirare l'attenzione in tutti i modi è normalissimo come è normale che superino questo enorme ostacolo la mia ci ha messo tanto più di un anno, ogni bimbo affronta e supera la cosa in modo diverso, ma le tue bimbe mi sembrano forti e mooolto sveglie vedrai che passerà presto ... è dura durissima lo è per tutte ma ce la mettiamo tutta per farcela un abbraccione :)

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  6. è vero, il cielo certe volte è davvero nero... un nuvolone enorme che sembra restare li all'infinito... ma poi arriva il vento e lo soffia via... ci vuole tanto coraggio, tanta pazienza, ma vedrai che quel nuvolone, almeno per un pò va via...
    dalla mia esperienza posso dirti di non aver paura di chiedere aiuto a chi hai intorno... 1 ora di sonno, 1 passeggiata con tuo marito, 1 massaggio dall'estetista... quello che vuoi, ma coccolati un pò... è per prendere un pò fiato, x riprendere un equilibrio nel turbinio di emozioni e cose da fare...
    coraggio, non sei sola...
    ed hai fatto bene a spiegare alla tua piccola il perchè di quell'urlaccio, non aver paura di dire loro che sei stanca, se parli e spieghi loro, seppur piccole, capiscono... infondo siamo solo donne e mamme, non wonderwomen!
    ti abbraccio

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