Tutto buio.
Tutto silenzioso.
La temperatura raggiunta sotto il piumone è perfetta, non c'è più freddo come quando si va a dormire, non c'è caldo come la mattina presto quando scatta il riscaldamento.
I pensieri si sono finalmente acquattati in fondo alla testa, dove non li puoi nè vedere e nè sentire, e il tuo sonno è beato. Completamente beato. Irrinunciabile direi.
Tutto quello che ho scritto fin ora però, lo si scopre solo a posteriori.
Mentre ci sei ovviamente non lo sai, perchè come ho già detto il sonno è così meravigliosamente perfetto che non sai un bel niente.
Sai quanto era stupendo appena finisce.
Qualcuno mette fine a questa pace e benessere idilliaci, con una perseveranza e una decisione che quasi spaventano.
Qualcuno irrompe nei miei sogni così piacevoli e vaghi, di cui sono beatamente inconsapevole finchè non mi rendo conto che deve finire, che è già finito perchè ho gli occhi aperti e sono disperatamente conscia di quanto sto bene lì sotto il piumone, con gli occhi chiusi, al buio, nel silenzio (finito insieme al mio sogno), accanto al respiro di Enrico.
Ne divento conscia nell'esatto momento in cui so che devo abbandonarlo.
Questa cosa, se vissuta la mattina presto è già abbastanza drammatica, ma alle ore in cui la vivo io, puo' indurre un normale essere umano ad inginocchiarsi sul freddo pavimento piangendo in turco per chiedere una pietà che (se è almeno un po' furbo) sa che non arriverà mai.
Quel qualcuno che mi fa venire in testa preghiere e suppliche degne degli antichi Greci che s'ingraziavano gli dèi, quel qualcuno che come uno sparo lacera la quiete e dà uno schiaffo al mio cervello costringendolo a fare quello che in quel momento gli ripugna di più (ACCENDERSI), quel qualcuno che con voce perentoria e che non ammette repliche mi chiama al suo fianco nel cuore della notte, quel qualcuno è una bambina di due anni e 10 mesi. Ed è mia figlia.
Al momento di panico in cui apro gli occhi e realizzo chi sono dove sono e cosa mi attende nell'immediato futuro, segue l'altro momento che ormai è una prassi piuttosto inutile perchè con una sicurezza quasi scientifica potrei indovinare in quale fascia notturna siamo, quella di guardare la radiosveglia illuminandola con quel maledetto tastino che ha sopra e che diffonde quella lucettina bluastra e quei numeri nitidi, tenebrosi: 03.24 (un esempio tratto a caso).
Mai prima delle 2, mai dopo le 5.
Mia figlia è rigorosa in questo.
Non vuole rischiare che la mamma sia ANCORA o GIA' sveglia.
Mai.
A quel punto la suddetta mamma non ha più appigli, la voce parla chiaro 'mamma vieni.'
Non esiste altra coppia di parole che sia capace di spaventarmi più di questa.
E' una minaccia che lede davvero il mio equlibrio psico/fisico.
Ci sono bambini che ottengono le cose con il furore della lotta, con l'impeto, con l'irruenza.
Carolina no. Carolina adotta la tecnica della goccia che corrode il marmo.
E siccome vi voglio bene spero nessuno l'abbia mai sperimentata ai livelli dei quali è capace lei.
Perche' credetemi, con tutto l'ammmore di mamma, ne ho provate di tutte, anche ad ignorarla, fingendo di non sentire e pregando in cinese che si riaddormentasse.
Scusate la volgarità ma i blog servono a sfogarsi no?? il lallero che si riaddormenta.
Continua. Continua ad intervalli regolari che sfociano in pianto entro il quarto d'ora. Tutto rigorosamente cronometrato.
Se il cuore di madre non si spezza, finite le lacrime ricomincia la voce.
Ho i brividi anche a raccontarlo.
Ormai ho rinunciato a qualsiasi tecnica o tattica difensiva.
Mi arrendo.
E il più velocemente possibile per evitare che si svegli anche Carlotta.
Mi alzo, a tentoni m'infilo la vestaglia ad occhi chiusi perchè lacrimano dal dolore a stare aperti, caracollo in camerina e mi appropinquo al letto di quella minuscola, perfida despota.
'amore sono qui' sussurro, 'cosa c'è? perchè non dormi?'
Ora, io potrei perdonarla, potrei anche essere felice di essere lì se mia figlia avesse il buon gusto almeno una volta di mostrarsi preoccuopata che so io per qualche brutto sogno, per qualche suo pensiero...se almeno fosse un po' sollevata di avermi lì.
Invece l'approccio che mi è riservato è pressapoco il seguente : 'ah mamma eccoti una buona volta. Lo sai che ieri all'asilo Marco ha disegnato una cosa che sembrava una frittata invece lui diceva che era un cavallo!! ah aha ah!!' ride. Mia figlia ride sul serio.
Si diverte a ripensare la frittata/cavallo del suo amico.
Riderei anch'io, in qualsiasi altro momento diurno.
Ormai non mi sforzo di ricondurla alla ragione, non c'è modo.
Mi adatto a conversare.
Degli argomenti più disparati. E non sempre facili.
L'altra notte ad esempio mi ha chiesto 'chi è che illumina le stelle.'
Facciamo dell'astronomia, filosofia, teologia, scienze naturali...di tutto ci occupiamo fuorchè di capire perchè siamo lì nel cuore di una notte che tutti stanno dormendosi beatamente.
Non me lo domando più neanche io.
E' così e basta.
Il più delle volte riesco a farle tenere un volume tale che non disturbi la sorella, ma a volte succede che Carlotta si svegli ugualmente, inizi istantaneamente a piangere, esattamente come vorrei fare io ogni notte, e allora anche Enrico debba abbandonare le coltri per assistere la sua dolce metà in stato catatonico che a quell'ora rigorosamente NON PUO' NON SA E NON VUOLE gestirne DUE da sola.
A onor del vero capita che si alzi lui anche per Carolina e premurosamente mi lasci a letto, e fosse per lui lo farebbe spesso, ma il fatto è che mia figlia come vi ho già detto, padroneggia perfettamente la nostra lingua, e non ammette fraintendimenti come ci ha gentilmente spiegato una notte: 'se chiamo mamma vuol dire che voglio mamma sennò chiamo babbo'.
Fa una grinza? no. Non la fa.
Solo l'amore genitoriale puo' sedare qualsiasi istinto, anche quelli leggermente omicidi.
Le nostre adorabili conversazioni durano dalla mezz'ora all'ora e mezzo, a seconda. Non è sempre uguale.
Quando gli argomenti sembrano scarseggiare tento con dolcezza di ipotizzare un mio ritorno a Morfeo. Se sono fortunata mi viene concesso un' si vai pure ci vediamo domani mattina' ma se gira male ricevo uno stentoreo 'a letto? perchè vuoi tornare a letto? non stai bene qui con me?'.
Io non credevo che la psicologia di un bambino così piccolo fosse tanto sottile.
Finchè non è nata e cresciuta lei.
Ma anche quando tutto va bene e scambiato il bacio di congedo torno al calduccio felice come una pasqua, c'è quasi sempre un secondo round dopo un paio d'ore, seguito spesso da un terzo.
Il monte ore che la sottoscritta dorme per notte è così drammatico che non lo voglio calcolare.
Questo gente non succede da un mese o due, ma dal tempo in cui le gemelle sono al mondo.
Senza interruzioni di nessun genere se non le due o tre occasioni in cui hanno dormito dai nonni o le episodiche volte in cui ormai in coma non sento più alcuna voce e Carolina si rassegna ad accontentarsi di suo padre.
Stanotte è stata particolarmente dolorosa.
Quattro round, a ritmo serrato e notevolmente lunghi.
L'ultimo dalle 6 fino alla colazione.
Alle 10 Enrico le ha fatte sparire con sè alla volta dei giardini, passavano a prendere anche Daniele e Guido, e pranzavano dai miei suoceri.
Nel pranzo ero inclusa anch'io.
Ci credete se vi dico che non ho minimamente sentito il telefono squillare ripetutamente nè Enrico che entrava con la chiave per sincerarsi che fossi viva? ha avuto la bontà di lasciarmi dove mi ha trovata, ancora in pigiama sul divano con un cumulo di coperte addosso.
Sono risorta da un'oretta, e non so quale aggettivo scegliere per descrivermi, forse stonata è troppo debole, direi che alienata rende l'idea.
Tra poco tornano in massa. Per la merenda.
Non garantisco di non collassare.
Spero il vostro week-end sia molto, molto molto diverso dal mio.
Come va
6 anni fa



Quella vocina che chiama pare di sentirla con il cuore che si stringe solo all'idea.
RispondiEliminaBuon fine settimana iniziato così... spero proceda meglio.
diverso... magari!
RispondiEliminaconcordo con due gemelle...si prospetta un week-end alquanto brutto!
RispondiEliminaIo ho avuto un week end allucinante
RispondiEliminanoi abbiamo avuto le sveglie notturne con i denti. praticamente tutto l'autunno. è stato allucinante, davvero, quindi ti sono assolutamente vicina. vorrei darti un consiglio ma penso che le avrai già provate tutte, e soprattutto ogni bambino è diverso.
RispondiEliminaIn bocca al lupo!
devo ammetterlo...anche io di notte chiamavo mia madre...lo facevo perchè lei durante il giorno lavorava sempre e io nn la potevo mai vedere! solo ora capisco la pena che le ho inferto...
RispondiEliminacomunque smisi ai 3 anni circa!! dai coraggio Trilly i 3 anni si avvicinano!!!
Ciao! Carolina ha vinto il Traspaquiz. Mi fai avere un indirizzo a cui spedire il premio (che ehm, devo ancora fare ma provvederò)
RispondiEliminagrazie
ciao
Elena