mercoledì 4 marzo 2009

Illusioni malefiche

Prima di avere dei bambini, in un tempo remoto in cui in verità di bambini ignoravo quasi tutto, avevo un'idea archetipica e idilliaca dei gemelli, come due bambini fortunatissimi, che non sono mai soli nemmeno nel momento in cui tutti lo sono, nella pancia della mamma; credevo che due gemelli fossero due creature privilegiate, con la possibilità di avere sempre vicino un'altra persona, di vivere nella luce di un legame fortissimo; non che i miei pensieri si soffermassero più di tanto sui bambini in generale, men che meno sui gemelli, ma in qualche recondito angolo del mio cervello doveva essersi sviluppata una vignetta rassicurante, solare e piena di perfezione stile 'sogno americano', di due bambini identici e felici, sorridenti, che giocano amorevolmente insieme su un tappeto in un ambiente accogliente e caldo, con una madre gioiosa e perfetta seduta in poltrona a fare la maglia; e a tale vignetta si contrapponeva nel mio inconscio quella di una mamma invece con un bambino o una bambina signola 'costretta' a stare carponi su quello stesso tappeto nel tentativo di trastullare l'insopportabile creatura nei giorni di pioggia, oppure in quelli di sole tutta impegnata nel tentativo di far socializzare la suddetta creatura con qualche altro mostriciattolo ai giardini.
Queso era il mio schema mentale inconscio, bambino singolo= solitudine e fatica per la madre; bambini gemelli=compagnia e giochi interminabili tra di loro con relativa quiete per la suddetta mamma.

Quando ho saputo di essere incinta chissà perchè ai gemelli non ho minimamente pensato, ero troppo agitata e preoccupata e infinitamente felice per pensare di poter avere addiritttura raddoppiata questa felicità.
Quando l'ecografista (santa donna mi ricorderò per sempre la sua faccia) ci disse 'è una bambina ma per la verità...questa bambina sono due. Sono due gemelle!!!!!' ecco da lì (mio Dio mi gira ancora la testa a ripensarci a più di tre anni di distanza) da lì dicevo il mondo ha cominciato a girare dieci volte più veloce, e tra le mille analisi, i problemi più o meno piccoli, le cose da fare gli annunci da dare, il tempo che mi rimaneva per rivedere la mia tradizionale idea dei gemelli è stato scarso. E mi vergogno ad ammettere che anche durante la gravidanza continuavo a trastullarmi con la rassicurante idea che le mie bambine non sarebbero state mai sole, che vista la nostra situazione familiare era una fortuna enorme che fossero in due, che avrebbero giocato tantissimo una volta cresciute...
Insomma l'eterno quadretto di pace domestica con le gemelline felici e affettuose tra di loro.

Ecco. Sono passati quasi 3 anni dal giorno in cui le ho potute tenere in braccio per la prima volta, e in questi lunghi, lunghissimi 3 anni io ho avuto modo di rivedere ampiamente la mia vignetta mentale.
Fino a che avevano pochi mesi il problema non si poneva, dormivano in lettini diversi, poppavano in tempi diversi e fondamentalmente non capivano un tubo di essere gemelle.
Quando hanno cominciato verso i 5 mesi a relazionarsi sempre di più e in modo sempre più consapevole, sembravano ancora due bambine 'singole', nel senso che si ignoravano beatamente.
Verso gli 8 mesi l'indifferenza si è trasmutata in lievi attacchi di rabbia nello strapparsi di mano i giochi e in pianti lamentosissimi quando una delle due era in braccio a me e l'altra no.
L'unica immagine davvero corrispondente al mio ideale l'ho avuta quando hanno mosso i primi passi, verso i 15 mesi, e per un istante si sono tenute per mano, Carolina era già più esperta, Carlotta si era alzata per la prima volta in piedi.
Si presero per mano per un secondo e poi caddero sul sederotto tutte e due.
Da allora non s'è ripetuto niente del genere.
Tra litigi più o mento soft e dispetti più o meno cattivi, siamo arruvati ad oggi.
Alla veneranda età di anni 2 e mesi quasi 10.
Lunedì sera, prima di cena, io cucino qualcosa, Enrico finisce di lavorare davanti al computer.
Le gemelle in salotto si trastullano sul tappeto. Quel famoso tappeto e quel famoso ambiente caldo e accogliente. Beh il tappeto c'era, il calduccio pure, la luce soft anche, e c'erano le gemelle. Identiche. Mancava soltanto un piccolo, trasurabile particolare. Ognuna infatti giocava per i cavoli suoi, Carolina con due bambole, intessendo tra di loro dialoghi notevolmente fantasiosi, Carlotta cercando di costruire una casa col lego.
Erano sedute lontane, e veramente sembravano ignorare completamente la presenza l'una dell'altra.
Io le vigilavo di sottecchi rimestando il pappone, d'un tratto Carolina s'è alzata, si è avvicinata alla sorella e le ha buttato giù la costruzione.
Poi è tornata beatamente al suo posto.
Stavo per intervenire ma Enrico che spiava anche lui mi ha fatto cenno di far finta di niente.
Lui sostiene che se la proteggiamo sempre Carlotta non imparerà mai a farsi le sue ragioni e sarà sempre succube degli altri bambini.
Carlotta è rimasta ferma per qualche secondo, poi a sua volta si è alzata, è andata dalla sorella e le ha mollato un morso spaventoso su un braccio.
Le urla sono volate alte e strazianti, e noi siamo stati due generali nazisti, immobili nelle nostre postazioni a lasciare che ognuna delle due rimuginasse sulle sue azioni.
Io ero prontissima a scattare in caso che la lite diventasse più violenta, ma non c'è stato bisogno.
Dopo aver inutilmente chiamato il nostro soccorso Carolina ha smesso di frignare.
Carlotta era tornata alle sue costruzioni.
La sorella le si è seduta vicina, le intenzioni non sembravano manesche, noi fermi e zitti.
Si son guardate, poi Carolina ha preso un pezzo di lego e l'ha incastrato sul tetto delle casa, aiutando la sorella.
Non si son dette niente, hanno continuato a costruire insieme quella casa di lego rosso e giallo senza una parola. In silenzio. Tranquille come non fosse successo nulla.
Io avrò la lacrima facile che vi devo dire, ma frignavo come una vite tagliata.
Al diavolo tutti i manuali di pedagogia.
L'interventismo degli adulti a volte fa solo danno.
E se guardiamo i nostri bambini credo che spesso abbiano davvero tanto da insegnarci.

E i vostri gemelli? come si relazionano tra di loro? ce n'è almeno una coppia che corrisponda al mio sogno giovanile?:-)
ps presto vi scriverò un post per raccontarvi l'incontro di ieri con Lorenzo!

6 commenti:

  1. I miei cuccioli sono ancora piccoli e non sembrano accorgersi di essere in due ma visto che già adesso non stanno fermi un secondo non oso pensare quando si coalizzeranno contro la mamma!

    RispondiElimina
  2. I miei si sono ignorati fino a qualche giorno fa. Sono picoli hanno un mese meno dei bimbi di Diletta. Adesso se li metto uno di fronte all'altro qualche volta si sorridono.Comunque mi sembra già che tra i due il più birbante è Manuel, mentre Lorenzo è un patatone che aspetta con pazienza il suo turno( e a volte quando arriva il suo turno perchè Manuel è addormentato io ne ho poca voglia ma poverino anchelui ha bisogno di coccole. Ma anche io prevedo che ne vedrò delle belle.

    RispondiElimina
  3. beh...io non ho gemelli, ma prima di rimanere incinta li avrei tanto voluti...va bene lo stesso? ;-) Comunque una volta iniziata la vita di mamma, in effetti mi sono detta "uhmamma, tutto il lavoro al quadrato, mica robetta da nulla!".
    Quello che racconti mi ha intenerita motlissimo... sono altresì convinta che i bimbini sappiano perfettamente "organizzarsi" da soli molto più di quello che si possa immaginare. Hanno anche estremo bisgono di fallire, di piangere, di sapere -si- che i genitori ci sono (nell'altra stanza) ma che devono saper fare da soli, conquistandosi uno spazietto in più, un tassello nuovo della loro vita. Complimenti per le tue gemelle, che portano due dei nomi che erano in lizza per la mia bimba-Rachele!

    RispondiElimina
  4. Devo avere qualche problema perché, pur avendo una figlia sola, mi sono commossa. E anche tanto.

    RispondiElimina
  5. che bello che dev'essere stato vederle giocare insieme, di loro spontanea volontà.
    La nostre hanno 14 mesi, forse non è ancora il tempo delle interazioni volute tra di loro, cmq in generale a volte giocano insieme, a volte si menano. Diciamo che si fanno rispettare l'una sull'altra, per ora va così. Speriamo in bene!

    RispondiElimina
  6. I miei sono ancora troppo piccini, hanno quattro mesi e mezzo, e per ora si ignorano bellamente. Però quando andiamo a fare i corsi per i massaggi si girano verso gli altri bimbi!

    RispondiElimina