martedì 3 marzo 2009

NOI TRE

Noi tre.
Noi tre eravamo risate. Risate incontenibili. Anche e soprattutto quando non era il caso.
Noi tre eravamo parole. Che raccontavano, che consolavano, che coccolavano.
Noi tre eravamo sigarette fumate di nascosto nel gabinetto.
Noi tre eravamo nottate a studiare, e le relative giornate passate al cazzeggio totale.
Noi tre eravamo quella pasticceria, con quel profumo che non è mai più tornato, quella signora grassa e gentile, e quel senso di pace e protezione dal mondo.
Noi tre eravamo telefonate interminabili, e ancora non esisteva la possibilità di parlare in tre contemporaneamente, perciò le telefonate erano sempre doppie.
Noi tre eravamo sincerità. Sempre, a qualunque costo.
Noi tre eravamo coraggio, perchè un amico nelle peste non si lascia mai.
Noi tre eravamo il vento in motorino nei pomeriggi di primavera.
Noi tre eravamo il colore del mare la mattina presto.
Noi tre eravamo le feste più scatenate e lunghe della storia. E affollate.
Noi tre eravamo segreti sussurrati al buio, in una stanza in disordine o in una tenda viola.
Noi tre eravamo avventure, sempre nuove, sempre belle.
Noi tre eravamo rabbia a volte, verso le cose che non giravano nel modo giusto. Ma abbiamo saputo essere anche la forza per provare a cambiarle.
Noi tre eravamo canzoni, e una chitarra suonata ad occhi chiusi, intorno al fuoco.
Noi tre eravamo bigliettini passati sotto banco.
Noi tre eravamo adolescenti inquieti e scellerati ma in fondo la testa l'abbiamo sempre avuta sulle spalle, più o meno.
Noi tre eravamo felicità, quella di un'amicizia che ti dà un equilibrio vero.
Noi tre eravamo una rete su cui cadere senza farci male.
Noi tre eravamo diversi.
Noi tre eravamo uguali nei nostri sogni e nel bene che ci siamo voluti.
Noi tre eravamo tre iniziali scolpite su quella corteccia.
Due di noi eravamo Giulia e Federica, uno di noi era Lorenzo.
Noi tre eravamo anche gelosia a volte, perchè Lorenzo era carino, in tutto e per tutto. Ma è stato sempre un amico vero.
Noi tre eravamo uniti. Anche quando si faceva difficile.
Noi tre eravamo promesse. Non tutte sono state mantenute. Ma ci abbiamo creduto sempre.
Noi tre siamo partiti, ma questa volta non insieme, e ognuno ha viaggiato da solo, e siamo arrivati in posti diversi.
Oggi pomeriggio, per lavoro, io rincontrerò lui.
E l'ho scoperto per caso. Da un nome. Il suo.
E ci siamo sentiti al telefono, e abbiamo deciso d'incontrarci prima, per riassaporare un poco il passato insieme, per scrutarci con prudenza e per attutire l'emozione o anche la delusione.
Ho paura. Tanta.
C'è una sola cosa che vorrei dirgli, che senza di loro il viaggio non è stato affatto lo stesso.
E forse il posto dove sono arrivata mi piace, mi piace anche tanto, ma con loro sarebbe stato diverso. E troppo più bello.

4 commenti:

  1. che bel post Trilly! pieno di emozioni :)
    la vita è strana, ci separa e ci riunisce...quasi a suo piacimento!
    vedrai, andrà tutto bene! la paura è normale..ma andrà via non appena vi incontrerete! baci

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  2. che meraviglia Trilly. Che bella amicizia, che belle parole......ti invidio un po'!

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  3. l'amicizia vera è come questo tuo post.
    appena vi incontrerete passerà la lontananza!

    :-)

    lalaura

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