giovedì 26 febbraio 2009

SPREMUTA

Sono in cucina a preparare una spremuta d'arancio per le gemelle, che stranamente stanno quiete a giocherellare per terra senza litigare o piagnucolare o interrogarmi incessantemente su ogni cosa della vita piccola o grande.
Lancio un'occhiatina professionale per individuare segni di un'influenza che le stia sedando già da ora ma le vedo bene, niente occhietto lucido o guanciotte rosso fuoco.
Scolo il liquido arancione nel colino perchè i 'pelini' delle arance infastidiscono le due principesse sul pisello, sto pensando alla cena da preparare, sono stanca ma tranquilla, Enrico è di nuovo fuori per lavoro ma domattina sarà già con noi, stasera vengono i miei a cena e mamma mi aiuta sempre con la stessa dolcezza di quando ero una bambina.
-amori è pronta la spremuta. Ecco qua.-
Poggio sul tavolo i due bicchieri, Carolina si arrampica sulla sedia, Carlotta guarda il bicchiere pieno di liquido rosso-arancio. Lo fissa.
-anatroccolo che c'è, non la vuoi bere?-
Mia figlia non mi risponde.
Mi metto zitta, non so perchè ma l'espressione pensosa del suo musetto prelude a qualcosa d'importande, le mie viscere di mamma non sbagliano mai.
D'un tratto sospira, un sospirone lungo, e poi, così, dal nulla, dice -spremuta, mamma.-
Ora, magari per tutti gli altri genitori sembreranno dei fonemi qualsiasi, peraltro collegati senza una particolare densità di significato, ma se conosceste la mia bambina sareste attoniti come sono rimasta io, lì nella cucina con lo spremiagrumi in mano.
Carlotta fino a ieri non riusciva a pronunciare correttamente parole che fossero più complicate di 'mamma' 'babbo' 'pappa' e 'cacca'.
La sorella non la chiama mai ma è sempre stata 'Lina'.
E così, d'un tratto, un pomeriggio qualunque se ne esce con SPREMUTA.
-amore!!! si, bravissima!!! spremuta!!! spre-mu-ta!!!-
la prendo in braccio e la bacio, sono felice, tantissimo, e orgogliosa, e sollevata dopo i discorsi che la settimana scorsa ci ha fatto la psicologa, sulla presunta 'reazione difensiva' di Carlotta nei confronti della situazione familiare e del suo status di gemella.
La mia bimba ride.
-grazie mamma- mi dice piantandomi le manine sulla faccia.
Grazie mamma.
Cerco in ogni modo di non piangere.
Non capisco se mi ringrazia per la spremuta o per i complimenti che le ho fatto.
La metto sulla sedia e mi accocolo tra di loro: -hai visto Carolina? tua sorella ha parlato correttamente!-
Carolina alza le spalle, non dice niente.
Non è che sia il massimo come segno.
-Lina!- esclama la sorella.
Vi dico la verità, mi ha attraversata un sottile, piacevole e rassicurante senso di sollievo al pensiero che ancora forse non ho per casa DUE minuscole retori instancabili e pure polemiche, perfettamente in grado di padroneggiare la sintassi e la grammatica della lingua italiana!!
Per adesso una ci basta...:-)

4 commenti:

  1. Immagino la tua felicità!

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  2. Su quel "grazie mamma" con il tuo viso tra le sue mani mi sono sciolta...

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  3. Mi sono sciolta!
    Che bello... Immagino la tua commozione...

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  4. dev'essere stata un'emozione immensa, accompagnata da un rassicurante sollievo.
    andrà tutto bene!!!!
    Evviva la piccola!

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