martedì 10 febbraio 2009

MATTINA

Se c'è una cosa che non sopporto sono i giorni di pioggia con l'aria pesante e afosa che sudi sotto la giacca e ti becchi raffreddori assurdi e l'umidità ti entra fin dentro le ossa!!
Se poi soprattutto in quei giorni devi uscire di casa alle 8, con due bambine di due anni e 9 mesi che hanno sonno e non vogliono andare all'asilo, se quelle due bambine si convincono a vicenda che è meglio fare le bizze e piagnucolare insistentemente anzichè collaborare con la loro povera mamma che appena alzata è già l'ombra di se stessa (perchè uno dei lati più entusiasmanti dell'avere bambini gemelli è che, almeno le mie, si sincronizzano perfettamente sui capricci e sulle lamentele in quanto appena una delle due decide di smettere o per noia o per bontà, l'altra le ricorda che è più piacevole essere insopportabilmente faticose che docili ed ubbidienti, e la zolfa ricomincia), se quella mattina la macchinetta del caffè decida di emettere sinistri sibili e anzichè sciorinare la santa bevanda nera ricostituente mostra inquietanti rivoli di acquetta marroncina che spumeggia fuori dalla guarnizione, se quella mattina è la prima senza Enrico che è via 3 giorni per lavoro, se quella mattina, senza caffè, vai ad alzare le gemelle e scopri che una delle due si è fatta la pipì addosso, se ti accorgi che hanno quasi tutti i vestiti a lavare perchè durante il fine settimana te ne sei stata inconsciente seduta su una spiaggia a bere thè con tuo marito anzichè azionare le tradizionli 14 lavatrici al giorno, se quella mattina ci impieghi un'ora e mezzo a dare la colazione e a vestire quelle due minuscole pesti che hanno da ridire su, nell'ordine: il latte troppo caldo, i pantaloni anzichè la gonna (la vanità a che età comincia, di grazia?), pettinarsi i capelli e LAVARSI I DENTI (urge aiuto su questo punto, è un problema che nella nostra casa sta minando le fondamenta della serenità familiare e anche quella acustica dei vicini dopo ogni pasto), e dulci in fundo sugli stivaletti di gomma che non vogliono saperne di indossare; se quella mattina appena uscita mentre cerchi di chiudere a chiave la porta una delle due gemelle cade e inizia a frignare e te la devi issare in collo insieme alla cartellina di lavoro, il borsone mega con dentro di tutto, tre ombrelli di cui due con teste di animali; e se appena uscita in strada l'altra gemella comincia a sguazzare nelle pozze riempiendosi di fango e tu non hai neanche la forza di impedirglielo (e sono solo le 8), se quella mattina appena finalmente riesci a caricare armi e bagagli sulla macchina, ti siedi alla guida, giri la chiave e...LA MACCHINA DOPO UN SORDO, ORRENDO RUMORE, MUORE, senza volerne sapere di riprendere vita, se quella mattina devi salire su un autobus stracolmo di gente con due bambine di anni 2 e mesi 9 per raggiungere il loro asilo nido in cui sarai accolta glacialmente dalla maestra che non tollera ritardi pechè tutti i bambini devono presenziare alle canzoncine del mattino, se quando ce le molli iniziano a piangere tutte e due come caprette e ti si sbirciola il cuore a pezzettini, se col cuore sbriciolato arrivi in ufficio con un'ora di ritardo, se quella mattina appena ti siedi alla scrivania la testa ti pulsa e ti duole come se te la stessero trapanando...se quella mattina era oggi...chi mi aiuta a trascorrere le 5 ore che mancano per riuscire a mettere le gemelle a letto da sola e crollare svenuta nel mio?
si accettano suggerimenti, ipnosi inclusa.

2 commenti:

  1. oddio trilly :(

    che giornataccia!!!

    io rimedi non ne ho, tranne la frase alla rossella o'hara che ogni tanto mi ripeto: domani è un altro giorno!
    (ed evita di aggiungere la postilla "un altro giorno senza l'aiuto del marito")

    un abbraccio comprensivo, se può servire

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  2. mi sono spaventata un po' :) allora per la serie mal comune mezzo gaudio, anche mio marito è via, anch'io me li sto sciroppando da sola, anche loro oggi una bizza continua, anche loro tutto in sincro! un abbraccio, e come dice caia: domani è un altro giorno. Io aggiungo, speriamo un po' più rilassante di quello che sta per terminare.

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