sabato 24 gennaio 2009

UNO SPAZIO TUTTO MIO

L'idea originaria era quella di crearmi uno spazio tutto mio.
Uno di quegli spazi in cui ti raccogli, in cui ti espandi, in cui strepiti, in cui ringrazi, in cui rifletti, in cui piangi, in cui ricordi...insomma una cosa così.
Credevo di aver bisogno di un punto di riferimento perchè essere l'unica Trilly in mezzo a tanti Peter-Pan (primo tra tutti Enrico) non è mica cosa facile...! ma poi mi sono resa conto che se parlo di me stessa non posso prescindere da tutti loro, una congerie varia e multiforme, alcuni portano ancora il pannolino altri cercano la scalata sociale, alcuni non sanno parlare bene altri sarebbe stato meglio non avessero mai imparato...fatto sta che tra bimbi che ancora sono tali e adulti che si sono scordati di non essserlo più, siamo tutti qui a rimboccarci le maniche ogni giorno per far funzionare al meglio le cose. Spesso non è facile, a qualcuno viene voglia di mettersi di lato, di uscire di pista, di restare lì a guardare semplicemente. Ma non si puo', Trilly lo sa e cerca in ogni modo di non farsi rubare la polvere magica dalle intemperie della vita...così quello che doveva essere il mio angolino è stato inaugurato più o meno così:

rumore di tasti battuti

porta che cigola e si apre (è solo accostata)

due teste bionde e ricciolute si catapultano dentro

-mamma!! cosa stai facendo?-
84 cm di scricciolo si avventano sulla sedia girevole blu (ultimo modello ikea) tentando di arrampicarmisi addosso senza indugio.
-bimbe po pare menenda?-(trad: mamma cara le tue bellissime bimbe potrebbero avere la loro usuale merenda a base di pane e marmellata visto che sono già le quattro e mezza passate?) questo è l'altro scricciolo, identico al primo, per tutti tranne che per me ed Enrico. L'unica differenza visibile (anzi udibile) anche per noi è che la capacità di parola nelle nostre due adorate gemelline si è sviluppata in misura piuttosto diversa.
-tesori miei la mamma sta scrivendo un blog!- spiego estasiata issandomi Carolina sulle ginocchia.
Carlotta allunga quella manina cicciottella che devo sempre impegnarmi per non mordicchiare verso il cervellone del computer.
-no amore di mamma non toccare sennò si spegne e la mamma perde tutto quello che ha scritto!- (due righe nella fattispecie di ieri pomeriggio).
-mamma che cos'è un blog?- domanda compita Carolina sistemandosi sulle mie gambe.
-cacchè log?- le fa eco la sorella, spingendo con forza contro il mio ginocchio.
Tiro su anche lei. Adesso ho un totale di cinque anni e mezzo in collo a me, che suddivisi fanno due anni e nove mesi ciascuna, due caschi di riccioli biondi incolti e due paia di occhi d'oro che sorridono a tutto quello che vedono; due paia di manine ugualmente cicciottose e affossettate e appiccicose e calde; due paia di nasini minuscoli troppo spesso intasati dal raffreddore; due paia di gambette altrettanto cicciottose della mani; due paia di piedini inguainati dentro alle muffette a forma di cane e di gatto, così piccine che sembrano per bambole. (i miracoli di nonna Isabella!)
In sostanza, le mie due nanette.
Cominciano immediatamente a battere concitate le mani sulla tastiera, il risultato dell'angolo tutto per me di ieri pomeriggio è stato presso a poco questo:
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ecco, credo sia chiaro.
Il venerdì infatti è il giorno in cui non lavoro, e passo tutto il pomeriggio con le gemelle.
Me le vado a prendere al nido all'ora di pranzo e passiamo il resto della giornata insieme.
Giochiamo sul tappetone della loro cameretta, con le bambole e con le costruzioni, prendiamo il thè in stoviglie di plastica per le barbie e facciamo parlare le Winx, leggiamo favole sul lettone o ascoltiamo quelle raccontate in quelle meravigliose cassettine di plastica regalo della zia Irene, che purtroppo oggi non esistono più...
a volte cuciniamo biscotti o torte ( occorre avere i nervi ben saldi), mentre se c'è il sole andiamo in giro per la città, imbacuccate come tre esquimesi saliamo su un autobus tenendoci per mano e andiamo in centro a guardare la vetrina degli animali o a comprare una (ciascuna) di quelle deliziose bustine dal giornalaio con i cuccioli cerca amici. In queste spedizioni solitamente ci accompagna anche Polpetta, beniamino della nostra famiglia, sembra un ratto obeso ma in realtà è un cane, il più intelligente e affettuoso che abbia mai incontrato, in verità.
Ecco perchè all'improvviso la voglia di ritagliarmi uno spazio mio mi è sembrata insensata, perchè se non parlassi di loro e di tutti gli altri non avrei più niente da dire, e se a volte ho bisogno di staccare per non impazzire, beh eccomi qui, a raccontare ad estranei che forse non mi leggeranno mai quelli che sono i finemente detti cazzi e mazzi della mia vita.
Ci riprovo approfittando di qust'oretta di quiete in cui l'adorato padre di famiglia dopo l'epica impresa di dare colazione e vestire le gemelle da solo, le porta a fare una passeggiata nel parco.
Il sabato mattina infatti io ho diritto a restare sotto le coltri a far finta di sonnecchiare, in realtà a coccolare i miei pensieri, che parlano di loro, di quelle vocette strillanti in cucina e di quella invece calma e profonda di Enrico, che mi fa vibrare le corde giuste come sei anni fa...ascolto le loro conversazioni, i rumori della colazione e del bagnetto, ogni tanto Carlotta o Carolina entra in camera si arrampica sul lettone e mi piazza le manine sulla faccia per controllare che sia viva; al rpimo morsetto lanciano un gridolino di piacere e scappano di nuovo da papà.
Quando sono tutti imbacuccati sull'uscio di casa mi avvolticciolo nella mia vestaglia morbidosa e mi alzo a salutarli.
Per due ore almeno ho la casa tutta per me.
Anche Polpetta viene coinvolto in queste girate mattutine del sabato, e guaisce di gioia compiendo balzi prodigiosi finchè C & C non l'agguantano e non lo trascinano fuori col guinzaglio che anzichè al collo lui tiene tra i denti. La vita per quei tre è sempre un gioco. Ecco perchè quotidianamente mi sforzo d'imparare da loro!!
Tutto questo ha luogo soltanto un fine settimana si e uno no, perchè appunto un week-end si e uno no vengono a stare da noi Guido e Daniele, 11 e 9 anni, i figli di Enrico.
Si, avevo premesso che a volte non era facile, beh è la pura verità.
Ma di questo avremo tempo per parlare...per oggi puo' bastare così, già sento lo scalpiccìo di quattro piedini identici sul pianerottolo di casa!!

2 commenti:

  1. Benvenuta nel mondo dei blog! Bella questa idea del sabato mattina tutto per sé, chissamai che riesca ad inculcare questa buona abitudine anche a mio marito!

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  2. Ehi! ciao grazie di essere passata di qua a leggere!! dai dovresti convincere tuo marito, è vero che loro sono 'bibabbi' ma essere bimamme ci darà pur diritto ad almeno qualche ora di puro relax o no??:) senza contare che son convinta adorino occuparsi dei/lle gemelli/e, anche se tutti da soli!!;-)
    un saluto a presto

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