giovedì 29 gennaio 2009

Al mare

A volte non è per niente facile.
Non è facile comprendere i tuoi motivi, immaginarti diverso in un passato che molte persone hanno creduto fosse la tua vita, quella che veramente volevi, e invece tu hai dimostrato che non era vero, non ti appartiene più quella vita là, eppure ti appartiene ancora, o quantomeno tu appartieni a lei.
Non è facile a volte mettere da parte i pensieri, quelli più cattivi, che fanno meno rumore ma anche molto più male...che s'insinuano piano nella testa, a tradimento...non è facile nella quotidianità reimparare ogni giorno a condividerti, accettare che tu rappresenti per altre tre persone quello che rappresenti per noi, per i nostri scriccioli biondi.
Sono ancora piccole, ma crescono in fretta...la verità la sanno già, ma mi chiedo quanto possono comprenderla, di sicuro ancora non fino in fondo...la dottoressa dice che abituandole come abbiamo fatto fin da subito non subiranno traumi e la loro infanzia sarà serena come quella degli altri bambini. Io ci penso ogni santo giorno che vivo.
Qualsiasi cosa faccia, per quanto l'abitudine e la quotidianità a volte riescano ad esorcizzarla, la paura non se ne va mai, e neanche il dolore.
Prima era soltanto mio, mi dicevo che in fondo era stata una mia scelta, e che non era poi così impossibile abtiuarsi, non ero nè sarò l'unica...ma poi sono arrivate loro, ed è cambiato tutto.
Perchè loro non l'hanno scelto.
Loro che sono la cosa più bella che mi sia mai capitata, ma per te non è così, almeno non fino in fondo. Perchè di cose belle te ne erano già capitate due prima di loro. Così tu ne hai quattro di cose belle, e mi sforzo, mi sforzo ogni benedetto momento di vedere soltanto il bene, l'amore non si sdoppia ma si raddoppia, l'affetto non si divide ma si moltiplica, due o quatro, amati in modo infinito ognuno per quello che è. Mi sforzo, ma non sempre ci riesco.
Non ci riesco i sabati sera quando siete fuori a cena, e io con le bambine tremo aspettando l'inevitabile domanda di Carolina 'quando torna papà?'. Sa che non puo' pretenderti lì con lei, e infatti non piange, non fa le bizze, però chiede quando torni, e quel chiedere mi fa più male di qualsiasi capriccio. Perchè vorrei dare alle mie bambine il loro babbo ogni minuto, ogni fine settimana, ogni telefonata, ogni regalo, ogni sorriso, ogni sgridata, ogni bacio ogni abbraccio...
E già mentre lo dico so che un'altra donna vorrebbe lo stesso per i suoi due figli.
Il problema è che non tornano i numeri, tu sei uno solo, noi siamo due e loro quattro.
E per quanto la vita vada avanti, le ferite si risarciscano, per quante stagioni si rincorrano, di babbi ce n'è uno solo per sempre.
Ed è giusto che sia così.
Ma non è facile. Per niente. A volte è quasi impossibile. Perchè al di là delle chiacchiere della gente, di amici che non si sono rivelati tali, al di là delle preferenze di tua mamma tra una nuora e un'altra, al di là di qualsiasi contingenza più o meno importante, l'unica cosa che conta sono loro.
Le vere vittime di questa situazione sono proprio le uniche che non hanno colpe.
L'unica cosa davvero importante, che davvero mi fa morire, sono gli occhi dei tuoi figli, delle gemelle quando sei fuori con gli altri due, quando giochi con loro alla play-station e le bimbe vengono da me a cercare coccole che in verità vorrebbero da te, in quell'esatto momento; sono gli occhi dei tuoi bambini quando arrivano a casa nostra il sabato mattina con uno zaino per uno, gli occhi di Daniele quando mi chiede di preparargli la cioccolata come fa la sua mamma, gli occhi di Guido quando mi risponde male, i loro occhi la domenica sera quando risalgono in macchina.
Quello che veramente conta sono solo loro, e io mi distruggo pensando che per quanti sforzi ognuno di noi faccia non sarà mai facile, mai in nessun momento della vita, non ci potremo mai permettere un attimo di sole senza ombre da qualche parte, ombre che ci appesantiscono troppo velocemente.
Ogni giorno penso alle mie bambine, le guardo crescere, le amo con ogni atomo del mio corpo, e vorrei dare loro una vita meravigliosa, piena di sogni realizzati e di gioie vere, di speranze che non s'infrangano e di aspettative non disattese, una vita di allegria ma anche di malinconia, quella dolce, che culla i ricordi più belli...e vorrei che ne avessero tanti di bei ricordi, per quanto difficile possa essere vorrei che amassero la loro vita di bambine, anche complicata, affollata e movimentata com'è.
Vorrei che da tutto questo imparassero l'amore e l'apertura agli altri, e non l'odio e la gelosia, che ne ottenessero ricchezza interiore e non privazioni, che la differenza per loro diventasse privilegio e non infamia dolorosa...vorrei tante di quelle cose, e poi mi accorgo che molte dipendono da me, da noi due, da come sapremo indirizzare l'amore e le speranze, dall'equilibrio che dobbiamo tenere su questo filo troppo sottile, che vacilla senza spezzarsi e che forse non si spezzerà nemmeno negli anni, ma una trave non diventerà mai.
A volte tutto questo fa una paura che non ti so dire anima mia, e mi sento schiacciata, specialmente la notte quando la testa si riempie e il cuore non trova respiro...le notti in cui le bambine dormono, io mi alzo e le guardo nel buio, con la paura che si sveglino e mi chiedano ragione di quelle lacrime...ma invece dormono serene, e io rimango lì a proteggere i loro sogni, finchè la loro bellezza non mi ha calmata...
No, non è facile per niente tutto questo, ma sa essere anche bello delle volte, in dei momenti in cui per un poco tutto resta sospeso, non ci sono più nè ruoli nè pensieri nè desideri o rancori, c'è soltanto una distesa d'azzurro luccicante d'argento, un sole caldo, ventatelle dolci e leggere che giocano tra i nostri capelli, accarezzano le nostre risate e ci fanno volare insieme, per un po', leggeri davvero.
Torniamo presto al mare amore mio.

1 commento:

  1. è difficile anche commentare... hai detto una grande verità, pagano loro che di colpe non ne hanno

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