domenica 10 maggio 2009

Spavento

Oggi doveva essere una giornata felice.
Dovevamo andare al mare dalla mattina alla sera, a pranzo fuori per festeggiare la festa della mamma. Oggi dovevamo goderci il sole, il mare, oggi dovevamo essere spensierati ed allegri.

E invece ti rendi conto di quanto lieve è il confine tra fortuna e tragedia...di quanto è sottile il filo cui stiamo appesi, pur con tutto l'amore infinito che proviamo, l'energia che ci mettiamo, l'attenzione che facciamo sempre, ogni giorno, a loro, a dove sono, a cosa fanno.
Da quando muovono i primi passi inizi a ripetere loro che devono sempre tenere la mano della mamma, che per strada altrimenti non si puo' andare, che per nessuna ragione al mondo devono avvicinarsi alla strada per attraversare se non hanno la manina nella tua...
E tieni sempre non due ma 10 occhi aperti. In continuazione.
Essendo due le bimbe io sono sempre stata doppiamente paranoica e perciò doppiamente accorta.
Fino a qualche mese fa mi muovevo col passeggino doppio anche se così ingombrante e anche se Carolina protestava perchè era effettivamente in grado di camminare da sola e molto bene, e con lei anche la sorella.
Ma io non mi sentivo sicura, preferivo piazzarle lì ben legate e 'liberarle' una volta dentro ai giardini...poi verso Natale un pomeriggio siamo andate a fare compere tutte e tre insieme e su loro richiesta non ho portato il carrettino.
Ricordo di essere stata più di un quarto d'ora prima di uscire, inginocchiata di fronte a loro per fargli entrare in testa che se una delle due avesse preteso di lasciare la mia mano e camminare da sola saremmo tornate immediatamente in casa.
Furono bravissime, per tutto il pomeriggio stettero sempre attaccate a me, per mano per strada e al mio fianco nei negozi, tutte e due.
Da allora, incoraggiata, ho iniziato sempre più spesso a fare a meno del passeggino, e ormai lo usiamo raramente davvero.

Ieri pomeriggio siamo partiti in macchina alla volta dei giardini, c'era anche Daniele con noi, Guido doveva essere accompagnato da un amico.
Lasciato lui ci siamo fermati per strada per prendere un gelato, Enrico è sceso di macchina con Daniele e si è avviato in gelateria perchè il bambino doveva andare in bagno.
Io ho sceso Carolina per prima dal seggiolino e come sempre le ho ripetuto di restare lì e non muovere un passo mentre liberavo la sorella dall'altro seggiolino.
E' rimasta lì accanto a me, buona e tranquilla, io ho fatto scendere anche Carlotta, l'ho messa a terra e ho chiuso la portiera, le bimbe erano tutte e due lì, ho guardato dentro alla borsa per cercare la chiave e mi è venuto in mente che l'aveva Enrico, in quel momento ho alzato gli occhi, Carlotta era praticamente in strada, avevamo parcheggiato sul bordo di un viale piuttosto trafficato, ho visto mia figlia che spedita entrava in strada, l'autobus che girava l'angolo a velocità piuttosto sostenuta, e VI GIURO NON SO COME HO FATTO, so che d'un tratto ero lì, che l'ho afferrata per un braccio e che l'autobus ha inchiodato, ma io l'avevo già presa e tirata indietro.
Mi tremano le gambe a scrivere queste parole.
Rivedo la mia bambina che caracolla su quell'asfalto, risento la frenata tremenda dell'autobus e il grido di una signora dall'altra parte della strada.
Ci è mancato un soffio.
Un quarto di secondo più tardi e mi rifiuto di pensare a cosa sarebbe successo.
Ho visto Enrico sulla soglia della gelateria, uscito per via della frenata e dell'urlo, rivedo i suoi occhi mentre correva da noi.
Io ero accoccolata accanto a Carlotta, non riuscivo a dire nè a fare niente, Carolina stava zitta anche lei, tutte e due le bimbe devono aver capito la gravità della situazione.
Enrico l'ha sgridata. Forse così seriamente non l'aveva sgridata mai.
Io non sono riuscita a dire niente.
Siamo andati ai giardini ma Carlotta non voleva andare a giocare, stava attaccata a me, ha pianto tanto, credo sia per la sgridata del babbo sia per la paura.
Siamo tornati tutti a casa e mentre ero in bagno ho avuto un calo di pressione, in doccia...sono caduta e poi non ricordo esattamente ma so che Enrico mi ha portata alla guardia medica.
Per farvela breve mi sono storta una caviglia cadendo e il medico mi ha prescritto un'altra settimana di assoluto riposo perchè i miei valori del sangue non sono ottimali.
Ha paura per il bambino se mi strapazzo troppo.
Io oggi sono semplicemente catatonica, sono stata a letto tutto il giorno e credo che dovrò starci ancora molto.

Non ricordo di essermi mai presa una paura così grande.
Mi sento davvero morire e rivedo la scena in continuazione.
Mi sento tantissimo colpevole e continuo a chiedermi come ho potuto levare loro gli occhi di dosso anche per un solo istante.
Sono cose che ti provano veramente.

20 commenti:

  1. Ora devi riposarti e pensare che è andato tutto bene...
    Non colpevolizzarti, non si può essere sempre dappertutto: coi bambini, mi capita spesso di pensarlo, bisogna soprattutto avere fortuna. Si sta attenti, si fanno mille raccomandazioni, ma poi ne succede sempre una, magari proprio mentre si è lì a guardarli.
    Posso solo immaginare la scarica di adrenalina... altro che svenire, poi!
    Riposati. Te lo devi e lo devi al tuo pesciolino.
    Un abbraccio

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  2. Ora riposati e cerca, per quanto possibile, di non pensarci più...
    Non sentirti colpevole, come dici mamma in 3d non si può essere sempre ovunque e avere 10000 occhi... a volte le cose capitano... ma per fortuna non è successo nulla...
    Ora coccolati, coccola le tue bimbe e coccola il tuo pesciolino...
    Ti copio quanto avevi scritto tu ad Erika
    "La verità è che non bastano nè gli occhi nè le mani che abbiamo...e non ci sono colpe...volta la pagina, è andato tutto bene e non succederà più."
    Un abbraccio forte!
    Ma forte forte, eh?!?!

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  3. Cerca di dimenticare quello che è successo e non colpevolizzarti. Purtroppo con i bambini mille occhi non bastano. Stapazza di coccole la tua Carlotta (ma anche Carolina, che se no si ingelosisce!) e riposati.
    Un abbraccio

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  4. I vostri racconti mi sconvolgono. Cerca di riposarti, per il piccolino.
    Un bacio grande!!

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  5. Oh mio Dio... capisco la tua angoscia nel descrivere la paura grandissima che ti sei presa.
    Ora però sul serio cerca di pensare che tutto è andato bene ( io che sono religiosa dico che c'è un Dio che ci salva in questi momenti...) e di passare oltre lo devi al piccino che vive dentro di te e che già oggi avrà avvertito tutti questi sentimenti.
    Per le bambine però ora non fare marcia indietro tornando al passeggino.... rispiega loro la paura e i pericoli e riprova di nuovo a portarle fuori sempre senza... carrozza.
    un abbraccione forte

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  6. porcamiseria che spavento!
    Dopo un'esperienza del genere è una gran cosa che tu sia qui a raccontarci di uno spavento, per fortuna nulla più.
    Con i bambini ci vorrebberto 4 occhi, 4 braccia, 4 gambe, e forse non sarebbero ancora sufficienti.
    Non farti colpe, e cerca di stare tranquilla e di riposarti.
    Il passato è passato e x fortuna non è successo nulla a Carlotta, adesso pensa a te e riposati.
    Un'abbraccione!

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  7. Quanto mi dispiace... non ti sentire in colpa, è che cento occhi non bastano, non ne bastano nemmeno mille. Le cose purtroppo capitano quando meno te lo aspetti. Ed è normale che a delle bambine di tre anni si dia una certa fiducia soprattutto se in altre occasioni hanno dimostrato di meritarsela, come hai raccontato tu. (anche io lo faccio con il Mostro). Ti abbraccio fortissimo! Riposati e goditi le bambine!

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  8. Leggo tutto ora . mi sono venuti i brividi. Abbraccia più che puoi la tua bimba perchè a me con Manuel è servito molto. riposati un'abbraccio forte

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  9. Per fortuna è andato tutto bene. Lo spavento è passato e devi cercare di pensarci il meno possibile così non si stressa anche il tuo pesciolino in gestazione.

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  10. Mi dispiace molto per quello che ti è successo... Non ci sono parole abbastanza convincenti per farti superare l'accaduto, se non aspettare. Il tempo ti toglierà l'angoscia. Intanto, davvero, riposati un po'.
    Fatti coccolare dalle bambine.

    Un abbraccio.

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  11. Credo che ognuno di noi sia stato almeno una volta nella vita dei suoi cuccioli assistito da un angelo custode. Non fartene delle colpe ma traine insegnamento. Sai i bambini dimenticano in fretta i genitori fortunatamente no.La prossima volta magari ne tieni una in braccio e l'altra stretta in mezzo alle gambe ;-)

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  12. Trlly solo ora leggo coò che è successo, mamma mia che spanvento!!!
    l'importante è che tutto si sia risolto per il meglio!!
    ti abbraccio fortee

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  13. Riposati e coccolati le tue bambine. Ti abbraccio forte...

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  14. Mi è successa una cosa molto simile l'anno scorso. Ho perfettamente chiaro lo stato catatonico che ti impedisce di proferir parola, e quei pochi istanti che sembrano eterni in cui la tua mente visualizza il peggio.
    Non colpevolizzarti. Io dico sempre che alle mamme di gemelli dovrebbero dare un paio di braccia e un paio di occhi supplemetari. Purtroppo non è così (beh, che mostriciattoli saremmo!) quindi limitiamoci a fare del nostro meglio e sperare sempre in una buona dose di didietro.

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  15. ho tremeto con te leggendo questo post...
    deve essere stato davvero terribile...
    però colpevolizzarsi non serve a nulla. le bambine stanno bene, non èsuccesso nulla d'irreparabile e forse volendo vedere il lato positivo, la gravità dell'azione è servita più di mille prediche e raccomandazioni e da ora in avanti le tue bimbe saranno più consapevoli dei rischi.
    adesso riposati e pensa al piccolo che avrà fatto mille giri di centrifuga in quelle ore...
    ti abbraccio forte

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