che non so neanche se scrivo a chi di dovere o se invece sto sbagliando destinatario...
cara nuvola, che sei nata dalle ceneri di un vulcano dal nome impossibile, che se ne stava tranquillo in una terra lontana lontana, una terra fatta di ghiaccio, di cascate, di natura vergine e vivissima, e che ha deciso di svegliarsi e di far uscire quella cascata di fuoco che aveva dentro al cuore;
cara nube, che da quel fuoco sei sorta, componendoti di quelle polveri sottili che si sono alzate nel cielo, e in te hanno trovato un punto d'aggregazione, e così compatte sono partite alla volta dei cieli del mondo;
cara nube, che hai viaggiato a lungo e sorvolato paesi diversi, tutti col naso all'insù per vedere se casomai ti scorgevano almeno da lontano, per capire che colore hai, se sei invisibile, se porti l'ombra con te;
cara nube, che hai lasciato gli aerei silenti sulle loro piste sconfinate, i motori rombanti adesso muti e freddi, le enormi ali immobili nell'aria; che hai fatto saltare convegni di lavoro, vacanze, week-end desiderati con tutta l'anima e pianificati da secoli, o mini fughe romantiche dell'ultimo minuto, congressi internazionali e fine settimana all'insegna del tradimento, che hai lasciato a terra manager in giacca e cravatta che hanno accettato lo stato delle cose e non si scompongono più di tanto, bambini con lo zainetto che tengono la mano di qualcuno e domandano ossessivamente se potranno lo stesso andare sulle montagne russe, nonne in jeans con la piega con una borsa carica di regali e di manufatti di lana, donne in tailleur e ventiquattr'ore che si danno lo smalto alle unghie nella sala d'attesa e contemporaneamente urlano nel cellulare che quell'aereo non parte né oggi né domani, coppie di giapponesi anziani che continuano a chiedere e a sorridere alle risposte che non capiscono, e si tengono per mano quasi di nascosto, con una dolcezza antica, forse per farsi coraggio, forse perché è così che hanno vissuto la loro vita ed è così che sperano di ritornare a casa;
cara nube, che fai parlare di te nei telegiornali e alle previsioni meteorologiche, che lasci tanti dubbi e tanti punti interrogativi, che forse sei nociva per la nostra salute, forse continuerai ad aleggiare sul nostro cielo ancora per un po';
cara nube, che non so se ti accuso ingiustamente ma c'è chi dice che ci hai rubato la primavera, che ci hai oscurato il sole e che non ce le renderai tanto presto...e io non lo so se è colpa tua o no, ma insieme al sole ci hai portato via il buonumore.
Perché , cara nube, qui da noi la primavera conta. Conta tanto.
Perché la primavera viene subito dopo l'inverno.
Inverno qui da noi non vuol dire suggestivi ghiacciai sconfinati e distese infinite di neve, ma vuol dire pioggia, umido, freddo, e soprattutto vuol dire influenza, raffreddore, tosse, congiuntivite...e qui sai, non tutti se ne possono stare chiusi dentro casa in pace a curarsi il raffreddore, perché c'è chi in casa ha dei bambini, e c'è chi di bambini ne ha tre, due dei quali della stessa età, femmine e logorroiche.
A te cara nube, forse sfuggirà il significato più profondo delle mie parole, ma a me no.
La primavera cara nube, per noi vuol dire la fine dei nasi gocciolanti e delle tossi ininterrotte, vuol dire fine delle ore impiegate a vestire i nostri nani, vuol dire poter uscire con un golfino la mattina e pedalare in bicicletta col vento tra i capelli che ti fa il solletico; primavera vuol dire andare al parco con il nano piccolo e tenerlo sull'erba con la tuta di jeans e i piedi grassocci nudi e liberi dai calzini, primavera vuol dire andare a prendere il gelato con le nane dopo averle recuperate dall'asilo, primavera vuol dire andare il fine settimana al mare e abbronzarsi senza scottarsi, primavera vuol dire ammollare i pargoli, finalmente sani e finalmente sfiniti dalla giornata all'aperto, a quei santi dei nonni e andare fuori con il tuo uomo a passeggiare con un vestito leggero e le ballerine, guardando le vetrine e facendo un aperitivo all'aperto, col sole che va giù piano piano.
Primavera, cara nube, vuol dire fine del mal di schiena, ché non è detto la sciatica sia una prerogativa degli anziani...primavera, soprattutto, vuol dire avere voglia di sorridere un po' più spesso, perché si, è vero, magari i problemi ce l'hai uguale, magari i bambini sono comunque tre e te una sola, magari la stanchezza addosso non se ne va, però insomma fuori dalla finestra è tutto azzurro e fiorito e niente t'impedisce se ti va di caricare la ciurma in macchina e passare una giornata sulle colline, a raccogliere fiori gialli e a mangiare pane con la marmellata.
La primavera, cara nube, viene subito dopo l'inverno, ed è come l'acqua fresca quando muori di sete, come fare pipì dopo aver bevuto due birre, come poggiare la testa sul cuscino dopo una giornata con tre nani, come una telefonata che aspettavi col cuore in gola...la primavera ci fa sognare l'estate, ci fa organizzare le vacanze, ci alleggerisce il guardaroba e anche un po' il cuore.
La primavera, ad alcuni serve per sposarsi...ché magari non faranno grandi cerimonie ma un po' di sole, questo almeno lo vorrebbero.
Insomma, cara nube che sei arrivata da lontano, che hai viaggiato a lungo, che hai fermato gli aerei e invaso il cielo...tornatene da dove sei venuta, e pure in fretta, che qui l'umore è più fermo degli aeroplani e almeno uno spicchio di primavera, beh, ce lo meritiamo tutti.
Ecco.
Grazie.



Fantastic questa lettera alla nube! Mi hai fatto morire!
RispondiEliminaovviamente sottoscrivo la petizione ;)
RispondiEliminae scusa scusa per la latitanza! ora che mi ci fai pensare sarà anche colpa di 'sta nube!!!
un bacio
Bellissimo post, condivido tutto, bastaaaaaaaaaa
RispondiEliminaFirmo anch'io!!!
RispondiEliminasi si cara nube hai rotto!!!
RispondiEliminaBella questa sottoscrivo
oh si' ... eccome! ha proprio rotto questa cara, carissima nube.
RispondiEliminama posso anche mandarla a c... ??? beh, ormai l' ho fatto.
ciao cara,
paola
anche io anche io ....sottoscrivo tutto ;)
RispondiEliminasei un mitoooo!!!!
RispondiElimina:-) sottoscrivo...a nube..va va va....
RispondiEliminaArianna
www.emmaeluca.com
ma che bella! La nube vi ha ascoltato...sta arrivando l'estate...della primavera neanche l'ombra!
RispondiEliminaun abbraccio
chiara