venerdì 7 maggio 2010

Da un libro

All'inizio ci siamo salutate un po' impacciate, quasi formali.
Poi abbiamo camminato per il centro, cadeva una pioggerella sottile e il vento era insistente, freddo, l'aria grigia.

Lei aveva una mantella di lana scura, fissata con una bella spilla di perla, e i capelli raccolti.
I discorsi nascevano e morivano, i bambini, il tempo, il lavoro...
Già pensavo che era uno sbaglio essere lì, ma lo pensavo in modo strano, come se avessi più che altro paura che fosse lei a non sentirsi a suo agio, ad annoiarsi, ad essere infastidita.
E ho pensato che era tutta un'assurdità, tutto.
Il nostro essere lì, il nostro sorridere vuoto.
Poi, la libreria.
A una ventata più fredda delle altre ci siamo guardate, la porta a vetri era lì, invitante, dentro le luci, i libri, i colori, il caldo.
L'abbiamo spinta, un'anta ciascuna, e siamo state fagocitate da quell'odore un po' speciale, della carta patinata delle guide turistiche, delle pagine di carta nuovissima e fresca.
"Guarda, lo sto leggendo adesso!" ha detto lei indicando la copertina rossa.
"e ti piace?" le ho chiesto, e quasi avevo paura della risposta.
Il fatto è che io ho amato quel libro, nel profondo.
"se mi piace? non riesco a separarmene, l'ho quasi finito, è qualcosa di assolutamente meraviglioso."
Ecco.
Da un libro.
Da un libro abbiamo cominciato a parlare per davvero, spostandoci di scaffale in scaffale, tra le novità, tra i best seller scontati, tra i gialli di poco valore, tra i classici, libri di poesia, di filosofia...libri usati, vissuti e toccati da mille mani, scavati da mille occhi.
Al secondo piano ci siamo sedute a un tavolino, ognuna con la sua pila di libri da guardare, e abbiamo bevuto il cappuccino più buono della mia vita.
Leggevamo i quarti di copertina, e ognuna poi lo passava all'altra.
E siamo finite non so perchè a parlare di noi.
Di noi intendo, proprio di noi.
Non dei bambini, non di lui, non del lavoro nè del tempo.
Ma di noi.
Delle nostre speranze, dei nostri rimpianti, dei nostri bisogni, di quello che ci rende allegre e di quello che ci delude, che ci ferisce.
E così le ho parlato anche di questo blog.
Ed è col suo permesso che ho scritto tutto questo.
Da adesso forse capiterà che lei leggerà i miei pensieri, leggerà di lui, e dei bambini, suoi e miei.
Leggerà della mia famiglia, che è anche la sua.
E io in mezzo a quei libri ho scoperto che la vita è proprio assurda, ed è pure bellissima se puoi scoprire un'amica nella donna con la quale mai, mai avresti creduto di poter stare un giovedì pomeriggio seduta ad un tavolo, nel bar di una libreria, a bere cappuccino e ridere e raccontarsi la propria infanzia.
Ci siamo alzate lentamente, quasi con un senso di rimpianto.
Ci siamo alzate perchè era tardi, tragicamente tardi, e ognuna di noi doveva tornare alla sua vita, ai suoi nanerottoli 'parcheggiati' dai nonni (i miei) o a casa di amici (i suoi).
Nanerottoli che hanno lo stesso babbo, anche se io e lei siamo due.
Il freddo del vento ci ha accolte senza pietà, "rifacciamolo Giulia", ha detto lei, con quel suo modo semplice di dire le cose difficili.
Ci siamo guardate negli occhi e sorrise, e io ho detto di si.
Nient'altro, ognuna ha preso la sua direzione, con la testa un po' bassa nella pioggia sottile e penetrante, ma mi sentivo più sicura, riscaldata dal cappuccino e da quel sacchettino magico con dentro i miei libri nuovi.
E sono certa che si è sentita così anche lei.
Sono felice, che possa essere finalmente facile, insperabilmente bellissimo.

9 commenti:

  1. E' un post meraviglioso. Mi sono emozionata nel leggerlo e ha rafforzato in me l'idea che già avevo di te: sei una persona speciale.

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  2. A me è venuta la pelle d'oca a leggere sto post.
    Condivido con ele, sei proprio una persona speciale.
    ps.ma io ora son curiosa..Che libro è?

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  3. Da brivido! Sono contenta per te perchè credo sia stato un momento importante, tanto importante.

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  4. un piccolo miracolo in una grigia giornata!...
    sono davvero contenta x te!...

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  5. che bello....che brave ...
    un abbraccio

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  6. Eh. Che bello. E lo sai con quale sentimento posso aver letto queste righe.
    Io che per te rappresento i giorni passati, ma che ancora entrano nella vita di tutti i giorni. tu che per me sei l' oggi. che sei stata dolore, ansia. ma che ora sei un po' d' amore in piu' per mio figlio.
    e oggi so che possiamo essere unite nell' aiutarci, parlarci, consigliarci. nel dare amore ai nostri bambini.

    brava giulia, brava.
    un abbraccio vero, paola

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  7. E' che i libri fanno le magie, specialmente se ci sono magiche persone che hanno la sensibilità di farsi coinvolgere.

    ma a questo punto devo sapere di che libro si tratta!
    pera

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  8. Con la pelle d'oca sento un senso di leggerezza.
    è fantastico come siate riuscite a trovare un punto in comune da cui partire per poi arrivare persino a conoscervi, eviscerarvi e desiderare di incontrarvi di nuovo.
    Sarà perchè avete un punto comune.
    Amare quei figli che sono vostri in modo diverso di entrambe.
    Sono felice che il vostro incontro sia andato così credo che questa positività si trasmetterà a tutta la famiglia.

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  9. In fondo quel che ti è successo puo' essere riassunto con una frase semplice : la vita ti sorprende sempre.... :-)

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